#IOAPRO, LA PROVOCAZIONE DEI RISTORATORI CHE APRONO A CENA NONOSTANTE I DIVIETI


ROMA – Con gli hashtag #ioapro e #nonspengopiùlamiainsegna, corre sulla rete la protesta dei ristoratori costretti a restare ancora chiusi a cena in tutta Italia per le restrizioni Covid.

Una “disobbedienza civile” che comunque non implica trasgressioni delle norme: l’iniziativa prevede infatti che i clienti si accomodino al tavolo senza però consumare, ma solo per scattarsi una foto e solidarizzare con una categoria allo stremo, magari mentre attendono di ritirare il cibo da asporto.

Tutto è nato da un appello lanciato su Facebook da Maurizio Stara, titolare del pub “RedFox” di Cagliari, che ha chiesto l’adesione dei gestori di altri locali in Italia.

“Non spengo più la mia insegna, io apro – si legge nell’appello -. La nostra è una protesta pacifica volta a dimostrare il nostro senso di responsabilità e la nostra capacità di rispettare e far rispettare le regole di prevenzione del Covid-19. Ai partecipanti è richiesto di accomodarsi al tavolo assegnato (non più di 4 persone per tavolo) e di rimanere seduti e composti. La mascherina andrà indossata per accedere al locale e per alzarsi per qualunque motivo. Una volta seduti potrà essere tolta, piegata e messa via. Non sarà possibile somministrare cibi e bevande, quindi consumarle in loco. Vi chiediamo di passare una mezz’ora con noi e di pubblicare un selfie con gli hashtag #nonspengopiùlamiainsegna e #ioapro taggandovi all’interno dal locale. Tutti i partecipanti verranno omaggiati con un piccolo ringraziamento d’asporto per la collaborazione. Grazie per il supporto”.

L’iniziativa è partita alcuni giorni fa in Sardegna: i locali che hanno aderito alla protesta pacifica hanno aperto normalmente per consegnare le pietanze da asporto e, come previsto dalla normativa anti Covid, hanno fatto accomodare i clienti che attendevano di ritirarle per il tempo necessario ad acquistare i prodotti.

Tutti seduti al tavolo massimo in quattro, distanziati, come se dovessero consumare qualcosa al ristorante (ma in realtà i clienti dovevano solo portare via il piatto caldo ordinato per l’asporto).

E poi ogni cliente ha pubblicato sui social una foto con gli hashtag #nonspengopiùlamiainsegna e #ioapro per dimostrare che si può stare seduti nei locali distanziati, senza che i ristoranti e le pizzerie debbano per forza rimanere chiusi.

La protesta viene ora rilanciata per il 15 gennaio, data spartiacque per le nuove restrizioni che dovrebbero prolungare le chiusure serali.

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