ITALIA NOSTRA CONTRO LA “TRIBUNA” DAVANTI LA PORTA SANTA DI COLLEMAGGIO


L’AQUILA – “Un impatto troppo pesante per un contesto così delicato. Luoghi che dovrebbero essere caratterizzati da un’atmosfera di raccoglimento e di introspezione, tali da far emergere in noi le suggestioni di natura estetica e spirituale che l’arte e la devozione possono ispirarci, sono così diventati una pacchiana ambientazione coerente con i riti della ‘società dello spettacolo’. Mentre l’unica cosa da fare era chiudere l’inutile strada frontistante la Porta Santa rimuovendone l’asfalto”.

È uno dei passaggi di una dura nota (pubblicato integralmente sotto) della sezione dell’Aquila di Italia Nostra che contesta l’intervento di realizzazione di una specie di tribuna di fianco alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, che il Comune ha realizzato in tutta fretta in previsione dell’arrivo di Papa Francesco.

“Nessuno si azzardi a dire che il beneplacito della Soprintendenza garantisce la correttezza dell’intervento!”, si legge sempre nella nota dell’associazione per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale.

L’INTERVENTO DI ITALIA NOSTRA

Non è possibile tacere dopo aver preso atto delle gabbionate da argine fluviale, rivestite di materiale sintetico, che a dire di molti dovrebbero “valorizzare” lo spazio antistante la Porta Santa di Collemaggio. Interventi così spudorati nel contesto di una basilica che non costituisce soltanto un’emergenza locale, ma un monumento-simbolo di valenza nazionale, sono per noi inconcepibili. Ci si perdonerà, pertanto, la durezza di questo intervento.

Non vorremmo che ancora una volta le esigenze di spesa, comunque mascherate, abbiano prevalso su qualunque considerazione, non solo di natura estetica o di rispetto per la sacralità del luogo, ma di semplice buon senso, considerato lo spreco di denaro pubblico per qualcosa di così occasionale e contingente nell’utilizzo. Ecco dove sono finiti tutti i discorsi sugli scopi costruttivi e non futili dei fondi del Pnrr!

Qual è lo scopo di questi lavori? Un’infrastruttura per la prossima visita del papa, nella sua unicità, un punto di sosta per pellegrini e turisti, un luogo privilegiato per consentire alle autorità di assistere all’apertura della Porta Santa? Non vorremmo che in futuro qualcuno pensi di utilizzare questo apparato tutt’altro che provvisorio per altri tipi di spettacolo, considerato che si è parlato anche di “uno spazio di incontro per la città, fruibile per tutto l’anno”. A questo proposito ci permettiamo di suggerirne l’utilizzo per la prossima edizione del “Cinema in piazza”. E non è un paradosso!

Non manca, naturalmente, quella scontata verniciatura di “verde”, che al meglio incarna l’ipocrisia che caratterizza lo spirito di questi nostri tempi: il fumo dell’“ingegneria naturalistica”, del “biomateriale derivato dal legno”, nasconde la realtà di un impatto troppo pesante per un contesto così delicato. Luoghi che dovrebbero essere caratterizzati da un’atmosfera di raccoglimento e di introspezione, tali da far emergere in noi le suggestioni di natura estetica e spirituale che l’arte e la devozione possono ispirarci, sono così diventati una pacchiana ambientazione coerente con i riti della “società dello spettacolo”. Mentre l’unica cosa da fare era chiudere l’inutile strada frontistante la Porta Santa rimuovendone l’asfalto.

Disse Longanesi: “Alla manutenzione l’Italia preferisce l’inaugurazione”. Sappiamo quindi cosa aspettarci quando i lavori saranno finiti, il pretesto sarà stato celebrato, chi doveva guadagnarci avrà guadagnato e chi doveva apparire si sarà mostrato magnificando il valore e l’utilità dell’intervento. Ci aspetterà un qualcosa di definitivo e in progressivo degrado che tanto somiglierà ai “nonluoghi” dell’antropologo Marc Augé: qualcosa di storico e di moderno, di religioso e di profano, di bello e di brutto. Antitesi in cui i primi termini devono essere attribuiti alla Porta Santa. Naturalmente! Il tutto caratterizzato da irrisolta promiscuità e senza una vera identità.

Le reazioni che la nostra città sta apparentemente esprimendo nei riguardi di questi lavori ci ricordano l’unanimismo che circondò i lavori di “restauro” della basilica di Collemaggio dell’allora Soprintendente Moretti, pur nella evidente differenza di scala. Se davvero questo intervento è così apprezzato dall’opinione pubblica, come vogliono farci credere, allora vogliamo contribuire a dare voce a chi rifiuta questa “devastazione”. Se così non è, allora vuol dire che in una larga fascia dei nostri concittadini alberga ancora un barlume di senso critico.

E per favore nessuno si azzardi a dire che il beneplacito della Soprintendenza garantisce la correttezza dell’intervento!

Il Presidente
Vincenzo Giusti

Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.


Articolo soggetto a copyright, ogni riproduzione è vietata © 2022