LA GRANDE DISTRIBUZIONE CHE FINISCE DI UCCIDERE L’ABRUZZO INTERNO, CONFCOMMERCIO DICE NO


L’AQUILA – Fa discutere in provincia dell’Aquila l’idea, che in alcuni casi va già concretizzandosi con l’adozione dei necessari strumenti urbanistici, di realizzare nuovi centri commerciali.

Nel capoluogo, in particolare, sono ben tre i nuovi insediamenti previsti, uno a San Sisto, uno a Pettino e l’altro nei pressi di località Centi Colella.

Un’autentica doccia fredda per i piccoli negozi, già massacrati dal commercio online e dallo spopolamento dei centri storici.

Per Confcommercio è tempo di dire “basta senza se e senza ma alla scellerata politica che ha favorito e continua a favorire la Grande distribuzione e alla distribuzione organizzata nel terrritorio abruzzese e in quello aquilano”.

“Nonostante le numerose dichiarazioni pubbliche delle istituzioni competenti – si legge in una nota del presidente e del direttore regionale dell’associazione di categoria, Roberto Donatelli e Celso Cioni – prosegue senza tregua l’apertura inidiscriminata sul territori di strutture della Gdo e della distribuzione commerciale organizzata che contrasta evidentemente con i legittimi interessi della piccola distribuzione di vicinato presidio nei centri storici abruzzesi ed in quello delle aree interne”.

“Le recenti aperture di tali strutture nella Marsica e quelle in corso di discussione nel territorio aquilano stridono fortemente con le dichiarazioni d’intenti dei rappresentanti locali e regionali e penalizzano gli sforzi dei piccoli imprenditori del terziario – fa osservare Confcommercio – che con grandi sacrifici tentano poco supportati dalle istituzioni, a favorire il rilancio del commercio di vicinato nella regione a più alta densità europea di superficie per abitante della Gdo”.

“Siamo preoccupati di questo stato di cose e pronti a ogni iniziativa sindacale necessaria per l’adozione di ulteriori e scellerate scelte che penalizzano l’economia del sistema delle micro e piccole imprese che sono asse portante dell’occupazione stabile e del sistema economico aquilano e abruzzese”.