LA MONTAGNA CHE (R)ESISTE, UN PROGETTO DI RILANCIO PER L’ABRUZZO A PARTIRE DAI GIOVANI


GAGLIANO ATERNO – I loro sguardi sono attenti, vispi, magari un po’ timidi, ma le parole pronunciate durante l’incontro non cadono nel vuoto, nonostante la giovane età, sembrano invece attecchire, radicarsi, in attesa di sbocciare come i fiori primaverili del prato su cui sono seduti, qui ai giardini pubblici di Gagliano Aterno (L’Aquila). Sono i ragazzi e le ragazze della Valle Subequana, di Secinaro, Castel di Ieri e Gagliano, appunto, i protagonisti del progetto “La montagna che (R)esiste”, proposto dall’Aps Spazio Pieno in collaborazione con l’associazione Amici di Palmoli, l’Archeoclub di Guardiagrele, il Centro Documentazione Conflitti Ambientali, il gruppo di ricerca MIM–Montagne in Movimento e finanziato dalla Regione Abruzzo con fondi ministeriali.

Protagonisti della prima parte del progetto è corretto dire, poiché l’obiettivo reale, e ben più ambizioso, è riuscire a contaminare di saperi e di entusiasmo tante altre giovani comunità dei piccoli territori abruzzesi, da Fontecchio a Civitaluparella, da Palena a Roccacaramanico, da Tione degli Abruzzi a Pescocostanzo. Non già una sfida, ma un’azione concreta per il rilancio delle cosiddette aree interne nostrane.

È Erminia Scioli, presidente di Spazio Pieno, che ci descrive il progetto articolato in quattro fasi, alla prima delle quali, la formazione dei giovani, abbiamo avuto il piacere di assistere. A questa ne seguiranno altre tre nei mesi estivi: una carovana delle aree interne abruzzesi, un workshop di ceramica e arti visuali e un festival denominato “Eroi di Montagna”, in programma a Castel di Sangro il 21 e 22 agosto 2022.

“L’obiettivo del progetto è uno”, continua la Scioli, “tentare di rispondere a una domanda: quale futuro c’è per i giovani che abitano nelle aree montane d’Abruzzo? E speriamo ambiziosamente di trovare tante idee e tante proposte, come già stiamo registrando in questa fase, per consentire ai ragazzi di immaginare e di realizzare progetti di vita nei loro paesi d’origine”.

La formazione, oggi in via di ultimazione, prevedeva lo scorso 7 aprile un incontro sui processi partecipativi, le comunità e la gestione dei beni comuni e ha visto come ospiti Fabio Di Fabio del Laboratorio Sociale Largo Tappia di Lanciano e Mimmo Curciariello, da Campo di Giove, della Cooperativa di Comunità Tavola Rotonda.

Parole come solidarietà, comunione, condivisione, collaborazione hanno catturato la curiosità dei ragazzi, mostrando loro un modo diverso di intendere la cosa pubblica.

Nelle scorse settimane, si sono tenuti dibattiti sulla questione generazionale e sul futuro a partire dalle crisi economiche, sociali, climatiche e pandemiche, che anche i giovani, e anche quelli dei piccoli paesi, subiscono e sono costretti ad affrontare. Ma si è lavorato anche in modo riflessivo, ovvero spingendo i ragazzi, guidati dalla ricercatrice Elisa Lello dell’Università di Urbino, a ripensare se stessi, a rielaborare la percezione che il mondo adulto dà dei giovani per scardinare così stereotipi e giudizi spesso inappropriati, se non del tutto erronei.

Ma si è parlato della storia dell’Appennino, di cosa significa “area interna” e di cosa significa realmente vivere in un’area interna, con testimonianze da Castel del Giudice e da Ostana. E ancora di conflitti e giustizia ambientale nel territorio abruzzese, di cosa vuole dire ecosistema e come l’essere umano debba ripensare il modo di interagire con l’ambiente.

Seguiranno ancora altri dibattiti e una serie di incontri per organizzare le carovane che si terranno a partire da luglio, con lo studio dei diversi territori e l’elaborazione dell’insieme di saperi che i giovani subequani decideranno di condividere con i loro coetanei abruzzesi.

Le carovane, realizzate con un pulmino, porteranno l’energia positiva costruita con impegno dagli organizzatori e dai responsabili del progetto in tre province, Chieti, L’Aquila e Pescara. La prima uscita è prevista nella Media Valle Aterno, a Fontecchio, Tione degli Abruzzi e San Benedetto in Perillis; la seconda a Pettorano sul Gizio, Pescocostanzo, Palena, Taranta Peligna e Lama dei Peligni; e poi ancora ai confini con il Molise tra Palmoli, Tufillo e Civitaluparella; ai piedi della Maiella, a Salle, Caramanico, Roccacaramanico e Campo di Giove; e infine, l’ultima carovana approderà a Guardiagrele e Pennapiedimonte.

Ma non è finita qui, come anticipavamo. La prima settimana di agosto i ragazzi saranno impegnati in un workshop di ceramica e arti visuali presso la Residenza d’Artista “Unpae” a Roccacaramanico, dove potranno mettere in pratica alcuni tra i processi che stanno rivitalizzando i piccoli comuni montani, quelli artistici e culturali. E, per concludere, il già menzionato festival degli “Eroi di Montagna” in agosto a Castel di Sangro.

Insomma, gli strumenti messi a disposizione sono tanti e, soprattutto, sono tutti quelli che si stanno sperimentando in lungo e in largo nelle aree interne dello stivale. Se a questo aggiungiamo la dedizione dei responsabili del progetto, l’appoggio non solo economico della Regione Abruzzo e la contingenza storico-economica che sta spingendo tutta l’Italia a ripensare la montagna e le sue aree marginali, gli ingredienti per una felice e solida riuscita paiono esserci tutti.

“I giovani devono essere al centro di questa rivoluzione”, ci dice Mihai, un ragazzo di Gagliano impegnato nel progetto, “è importante però creare una rete regionale e riuscire a mettere tutti noi giovani in contatto per condividere le nostre specifiche esperienze”. E ci sembra il modo ideale per passare dalla r-esistenza all’esistenza piena e sostenibile nelle aree interne, anche in Abruzzo.

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