LA RAVA TAGLIATA: IL SENTIERO TRA PREISTORIA, STORIA ANTICA E RECENTE NELLE GOLE DI SAN VENANZIO


RAIANO – Nella Riserva delle Gole di San Venanzio, attorno all’omonimo e celebre eremo, da qualche anno si è sviluppato un intenso lavoro di promozione del territorio che ha reso uno dei luoghi più suggestivi d’Abruzzo anche estremamente fruibile.

In particolare modo si è dedicata molta attenzione alla riapertura di numerosi sentieri che, per diversi gradi di difficoltà, permettono di godere delle meraviglie nascoste nella valle. Oggi proponiamo la Via della Storia: il percorso che porta alla Rava Tagliata e alle pitture rupestri.

Sul sito della Riserva è possibile visionare la mappa e scoprire gli altri nove cammini turistici proposti.

Lasciata l’auto presso il ponte di Ferro, poche centinaia di metri dopo il bivio che porta all’eremo, abbiamo proseguito a piedi sulla strada provinciale per Vittorito, ormai chiusa al traffico. Dopo circa mezzo chilometro si raggiunge l’inizio del sentiero segnalato da un cartello.

La salita dapprima è abbastanza ripida ma in appena 10-15 minuti, muovendosi tra gli ulivi, si raggiunge una carrareccia e la quota di circa 500 m s.l.m. da dove si prosegue poi dolcemente tra sali e scendi fino alla meta.

Il primo luogo che si incontra è la lapide (di recente sostituita) dedicata al poeta raianese Umberto Postiglione, in località Tre Cipressi, dove era solito recarsi per scrivere e riflettere. La figura di Postiglione, anarchico attivo tra gli Stati Uniti, il centro e sud America e in Abruzzo, tra Avezzano e L’Aquila, meriterebbe di essere riscoperta e celebrata.

Tra le altre attività, diede vita a Monterrey in Messico a una comune assieme a personaggi ben più noti nel panorama anarchico come Sacco e Vanzetti, o l’aquilano Riziero Fantini.

La sua opera principale è Terra d’Abruzzo e la sua gente pubblicato da Paravia nel 1924, appena prima della sua prematura scomparsa.

Entrati ormai nelle gole il panorama muta completamente. I pini prendono il posto degli ulivi e, dove la vegetazione si dirada, la vista diventa mozzafiato. Dopo una quarantina di minuti di cammino s’inizia a intravedere il costone di roccia della Rava Tagliata: il tratto, interamente scavato nella roccia, è di una bellezza impressionante.

È lungo un centinaio di metri, largo e alto circa 3. Si tratta di un’antica strada romana che si dice potesse anche essere parte della via Tiburtina Valeria. In alcuni punti è ancora possibile notare i colpi degli scalpellini che lavorarono la roccia.

È il momento di cercare le pitture rupestri, il cui sentiero troviamo grazie ai consigli di Paolo Di Giulio, presidente di Terre Colte d’Abruzzo, associazione che organizza percorsi guidati nella zona e non solo. Va detto che non è consigliabile avventurarsi senza avere la giusta esperienza: il sentiero, sebbene attrezzato con una corda ma solo dopo diversi metri, è davvero ripido e pericoloso.

Suggeriamo dunque, in caso le si vogliano visitare, di rivolgersi a guide esperte. Le pitture, poste a circa due metri d’altezza, benché siano apparentemente modeste, sono invece un vero tesoro databile tra il periodo Neolitico e l’età del Rame. Rappresentano figure antropomorfe cruciformi e sono simili ad altre pitture rupestri presenti in tutta Europa.

Il clima di spiritualità, fascino, architettura e natura nel quale è immerso l’eremo di San Venanzio si arricchisce così anche di aspetti importanti legati alla preistoria, alla storia antica e alla storia politica e culturale del Novecento.

È, quello della Rava Tagliata, un percorso che permette di prendere piena consapevolezza di uno degli angoli più remoti dell’Abruzzo interno. Non resterebbe, dunque, che far visita al sentiero delle “Uccole”, l’antico acquedotto romano, per avere contezza anche del tesoro ingegneristico che le Gole conservano, ma ci riserviamo di farvene un resoconto accurato in un’altra occasione.