LA RIAPERTURA DELL’ABBAZIA DI SANTA LUCIA IN DIRETTA SU VIRTÙ QUOTIDIANE


ROCCA DI CAMBIO – Sarà riaperta sabato 29 giugno, dopo i lavori di consolidamento sismico e restauro, l’abbazia di Santa Lucia a Rocca Di Cambio (L’Aquila) con una cerimonia che sarà seguita in diretta video da Virtù Quotidiane a partire dalle ore 17.

Ad officiare la cerimonia monsignor Orlando Antonini, già nunzio apostolico.

A tornare visibili saranno anche i preziosi affreschi interni, molto danneggiati dal terremoto del 2009 e messi in sicurezza nell’immediato dopo sisma con attente procedure di consolidamenti e velinature.

Dopo Santa Maria ad Cryptas a Fossa, tornerà così alla comunità un altro importante pezzo del patrimonio culturale del territorio aquilano che alcuni studiosi pensano fosse dipendenza della comunità cistercense di Santo Spirito d’Ocre.

La costruzione dell’abbazia potrebbe risalire al XII secolo, anche se le prime notizie certe ne datano l’edificazione nel ‘300. L’abbazia venne infatti citata nell’inventario delle chiese aquilane del 1313.

Il cantiere, che ha visto il consolidamento strutturale e il restauro degli apparati decorativi, è stato avviato nel 2017 e la chiesa è stata aperta per un’anteprima lo scorso 13 dicembre. A dirigere la messa in sicurezza, il restauro degli affreschi e di tutti gli apparati decorativi, la storica dell’arte della Soprintendenza Abap Abruzzo Anna Colangelo.

“Siamo intervenuti subito perché ci siamo accorti che i danni erano ingenti. Quando siamo entrati all’interno della chiesa subito dopo il sisma è stato veramente terribile. Alcuni affreschi erano appesi come panni ad asciugare – afferma – . Erano tante le porzioni di dipinti cadute, soprattutto in corrispondenza dei crolli di muratura all’esterno. C’erano sollevamenti, decoesioni e fessurazioni. Abbiamo quindi mappato i danni, anche con termografie, puntellato l’edificio e contestualmente velinato gli affreschi. Un’operazione che è stata salvifica e che ci ha consentito di arrivare al 2017, quando sono partiti ufficialmente i lavori”.

I frammenti caduti sono stati raccolti e catalogati e molti di essi sono stati ricollocati nella fase di intervento strutturale e di restauro. Gli affreschi raffigurano le storie della vita di Cristo, della vita di Santa Lucia e di altri santi come San Pietro e Paolo e Santa Rita.

“Il dipinto che più richiama quelli presenti nelle chiese di Bominaco e Fossa è quello che raffigura l’ultima cena che occupa tutto il primo registro sottostante e che vede Gesù a capo tavola, non al centro della scena – aggiunge la Colangelo – . La vivacità narrativa delle figure dei santi e le fisionomie con poche variazioni hanno fatto pensare ad alcuni critici che gli affreschi fossero coevi a quelli di Bominaco e Fossa. Altri critici che li hanno studiati successivamente e in modo più approfondito li datano invece intorno al ‘300, quindi sembrerebbero più una riproposizione tarda degli stilemi di Fossa e Bominaco che sono invece tardo duecenteschi”.

I lavori di ricostruzione della chiesa, costati 1,4 milioni, sono stati curati dal Segretariato regionale Mibac.

La direzione dei lavori è stata degli architetti Marcello Marchetti e Paolo Miscilli Migliorini che ha avuto anche il ruolo di rup. (m.gal.)