LA SERRA DI CELANO, TERRAZZA CON VISTA DEI RILIEVI ABRUZZESI


OVINDOLI – Il Monte Tino, altrimenti detto Serra di Celano, molto caro ai celanesi, è una montagna di indubbio fascino per il panorama che offre e per la fauna che si può ammirare al pascolo o che sovrasta la testa dell’escursionista. Insieme al Monte Faito e al Pizzo di Ovindoli costituisce un piccolo gruppo montuoso che chiude a sud l’altopiano delle Rocche.

Se si parte da Celano bisogna compiere un dislivello di ben mille metri, interamente sul versante sud quindi l’escursione è decisamente impegnativa.

Si può partire però anche da Ovindoli, come è accaduto nell’escursione organizzata il 25 aprile scorso dall’accompagnatore di media montagna Giacomo Demurtas, affrontando esattamente la metà del dislivello.

Si esce dal paese verso la pineta, si passa sotto il Pizzo di Ovindoli e si risale la valle con una sterrata dove si possono lasciare le auto. Dopo una piacevole camminata con una leggera pendenza si giunge al fontanile dei Curti e dopo qualche altro passo al rifugio La Serra.

Si inizia quindi a salire con una pendenza più importante fino alla vetta raggiunta dall’escursione, a quota 1824, che si avvista dall’inizio della passeggiata. Nel percorso si incontrano molti cavalli che corrono liberi nelle praterie, fiori d’altura, compresa la colorata genzianella e se si ha un po’ di fortuna non è difficile assistere al volo dei grifoni.

L’ultimo tratto in salita, prima di arrivare alla cresta, è abbastanza impegnativo in un punto ma superata qualche difficoltà inizia il piacevolissimo percorso di cresta, appagante dal punto di vista del panorama e per nulla faticoso. A sud si vede il paese di Celano con il suo meraviglioso Castello Piccolomini (è simmetricamente molto suggestiva anche la vista dal castello della Serra che incombe su di esso), le gole di Celano, la via Romana e la piana del Fucino. Girando lo sguardo si possono osservare il Velino, la Majella, il Gran Sasso, l’altopiano delle Rocche.

Su una prima vetta, a quota 1824, c’è una poderosa croce di ferro con il libro dove potrete lasciare la vostra traccia. Volendo si può proseguire fino al punto più alto, quota 1921.

La discesa può seguire lo stesso percorso della salita e terminare con un momento di ristoro nei molti locali che offre l’altopiano delle Rocche. Ilaria Di Marco

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