LA TORRE DI FORCA DI PENNE, LA SENTINELLA FRAGILE DEL TRATTURO MAGNO


CAPESTRANO – È come se demarcasse un confine non solo territoriale ma anche immaginifico, posta dov’è tra le due provincie dell’Aquila e di Pescara e ridotta com’è, a causa del terremoto del 2009, a baluardo fragile e resistente.

La Torre di Forca di Penne si presenta così, vedetta decadente e meravigliosa di tradizione, di storia, strategico esempio delle dominazioni passate e fantastico presidio della bellezza del nostro Abruzzo: una meta imperdibile per ogni appassionato.

Siamo sulla ex strada statale 602, oggi regionale, che collega i comuni di Capestrano (L’Aquila) e di Brittoli (Pescara), sul passo di Forca di Penne, ai piedi del Monte Picca, ultima cima del Gran Sasso. La Torre è raggiungibile in auto da entrambi i versanti della catena montuosa ed è snodo di diversi sentieri che, a piedi o in Mtb, portano ai monti vicini, Scarafano, Cappucciata e, appunto, il Picca.

Ma soprattutto la Torre è posta sull’antico snodo del Tratturo Magno che, dal passo, lasciava i territori aspri per giungere dolcemente verso la costa attraverso la Val Pescara.

I danni provocati dal sisma sono davvero ingenti. Della Torre, oggi, non resta che poco meno di metà della struttura, un tempo a forma quadrata e alta circa venti metri. Dei tre livelli, contraddistinti da altrettante finestre, se ne distinguono soltanto due. È ancora possibile apprezzare le diverse tecniche di costruzione utilizzate nei secoli, pietra e laterizio, mentre del caratteristico sistema di smaltimento delle acque non sembra esserci più traccia.

Attorno ai resti della torre, infine, sono appena percepibili le tracce di altri edifici che attesterebbero l’esistenza di un complesso fortilizio molto più importante.

Le prime notizie a noi giunte sulla Torre di Forca di Penne sono datate 1173. Allora il piccolo feudo, costituito da un piccolo villaggio e dal monastero di San Vito oggi scomparsi, apparteneva alla Baronia di Carapelle. I tenimenti passarono poi, nella seconda metà del XVI secolo, alla famiglia dei Cattaneo e successivamente al Circondario di Capestrano sotto il dominio dei Medici.

Oltre che snodo fondamentale per il Tratturo, la sua posizione le dava un importante ruolo militare di controllo tra le Valli del Tavo e del Pescara, da un versante, e quella del Tirino, dall’altro.

Il panorama che si gode dal passo e la relativa tranquillità della zona ne fanno una meta ideale, oltre che per gli sportivi, anche per le famiglie e gli appassionati di natura. L’area, infatti, è anche un’Oasi del Wwf poiché attraversata dalle migrazioni di varie specie ornitologiche quali verdoni, fringuelli, cardellini e da rapaci come falchi, poiane, pecchiaioli e albanelle.

La Torre di Forca di Penne, tuttavia, meriterebbe un pronto intervento di messa in sicurezza e di restauro perché la sua storia e il suo fascino fragile non vadano persi del tutto.

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