L’ANELLO DEL GIRELLA AI MONTI GEMELLI, IL GUSTO DELL’ALTA MONTAGNA ALLA PORTATA DI TUTTI


VALLE CASTELLANA – I Monti Gemelli sono un massiccio compreso tra le province di Teramo e Ascoli Piceno e composto, lo dice il nome, da cime simili tra loro: la Montagna dei Fiori e la Montagna di Campli.

La prima, più a nord, ha due vette principali, il monte Girella (1.814 metri) e il monte Piselli (1.676 metri), la seconda raggiunge il suo picco nel monte Foltrone (1.718 metri).

Le separa la gola scavata dal fiume Salinello, una vallata ricca di storia, eremi e una natura incontaminata.

I Gemelli, ancora, fanno parte del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga e la camminata che oggi proponiamo è la più classica tra quelle tracciate: l’anello del Monte Girella.

Si raggiunge in auto la località sciistica di San Giacomo, posta proprio sul confine tra Abruzzo e Marche e, una volta, confine tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Vaticano.

Qui gli impianti furono inaugurati nel 1964, all’epoca i primi nella provincia di Teramo, oggi invece bisogna percorrere ancora un breve tratto in auto e giungere così in località Tre Caciare dove ha inizio anche la nostra escursione.

Il sentiero, privo di segnaletica, segue una carrareccia ben evidente posta sulla sinistra degli impianti. Prima di iniziare il cammino, però, suggeriamo di ammirare le tre caciare che, appunto, danno nome al luogo: sono i classici ripari in pietra costruiti dai pastori e noti ai più come tholos.

La carrareccia si snoda in una faggeta e segue l’impianto di risalita del Monte Piselli.

In circa mezz’ora si raggiunge la stazione di arrivo e una grande antenna.

Da qui il sentiero, affiancando un altro impianto dismesso, prosegue in lieve pendenza fino alla cima del Piselli, dove si incontra un’altra caciara perfettamente conservata.

Dopo un breve tratto di pianura, inizia la parte più dura del percorso: l’ascesa al Girella. La difficoltà, comunque contenuta, consiste nell’affrontare una ripida ma breve salita, seguendo gli omini di pietra, che conduce a una sorta di anticima.

Il tratto si compie in non più di 20 minuti.

Con la croce di vetta e la stazione metereologica in vista è possibile notare sulla nostra sinistra un cartello di legno che indica il percorso da seguire per il ritorno.

Dalla cima, a un’ora e dieci di cammino, è possibile ammirare, oltre alla Fortezza di Civitella del Tronto e al paesaggio collinare teramano che culmina nel mare Adriatico, anche le Gole del Salinello: uno spettacolo incredibile, la forza della natura che, con pazienza, ha compiuto nei secoli il suo incessante lavoro.

Rifocillato lo sguardo e lo spirito riscendiamo verso l’anticima e seguiamo le indicazioni verso il lago, che si raggiunge in pochi minuti, per poi continuare il cammino attraverso il magnifico Fosso del Vallone.

Protetti da un ripido costone di roccia e costeggiando il fossato è possibile osservare altre caciare costruite lungo il sentiero.

Ormai in discesa, il percorso è facile ma mai banale. Lo scenario infatti, sebbene ci troviamo a una quota contenuta, è quello d’alta montagna, lo stesso delle cime più note e frequentate d’Abruzzo.

Dopo esserci immersi di nuovo nella faggeta e superato un brevissimo tratto di rocchette, il sentiero torna su una carrareccia che conduce prima a un grande serbatoio d’acqua piovana e poi ci reimmette sulla strada verso località Tre Caciare.

Compiuta l’ultima parte di cammino, siamo di nuovo al punto di partenza (2 ore).

L’anello del monte Girella, sebbene non raggiunga quote elevate e sia contenuto anche in lunghezza (circa 8 km), nulla ha da invidiare a percorsi montani più battuti.

La sua conformazione e la sua posizione lo rendono al contempo adatto ai principianti e piacevole per i camminatori più esperti.

È, insomma, un sentiero che per un vero amante degli Appennini non può mancare.

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