L’ASSOCIAZIONE ACR: IRRISOLTO L’INSABBIAMENTO DEL PORTO DI PESCARA


PESCARA – “La storia del porto canale di Pescara intasato dai detriti va avanti da molti anni. A finire di complicare la vita dei pescatori sono le continue opposizioni degli ambientalisti senza alcun senso, con i pescatori che rischiano la loro vita ogni volta che escono per andare in mare aperto”.

Lo denuncia Dino Rossi, portavoce dell’Associazione cultura rurale (Acr).

“Tutti credevano che il porto canale fosse stato dragato, invece è stata solo una finta! In particolare, ogni volta che i pescherecci iniziano a toccare il fondale arriva la draga solamente per creare un solco in mezzo all’acqua e permettere ai pescherecci di prendere il largo”.

“Ma non finisce qui – continua Rossi – . Questo solco in mezzo al mare viene illuminato con delle luci sotto marine che molte volte non funzionano. Nemmeno i bambini che giocano in spiaggia farebbero un castello di sabbia in mezzo all’acqua. Insomma sicurezza sul lavoro pari a zero, anzi sotto zero, come meglio dire sottacqua!”.

“Anche questo è un tema che dovrebbe affrontare il nostro assessore regionale Emanuele Imprudente, ma anche i pescatori hanno avuto la certezza della sua incoerenza verso chi si alza la mattina prima dell’alba per cercare di riportare a casa un tozzo di pane”, accusa Rossi. “Sacrifici che può capire solo chi lavora in proprio a contatto con le avversità atmosferiche. Solo chi è imprenditore sa quanto è penata la vita dell’agricoltura o della pesca”.

“La cosa certa”, taglia corto Dino Rossi, “è che i soldi spesi fino ad oggi non hanno affatto risolto il problema”.

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