LE FAMIGLIE ABRUZZESI, IL SESSO E LE PAURE PER I FIGLI ADOLESCENTI


L’AQUILA – L’Abruzzo terra di tradizioni che cambiano, ma in fatto di educazione sessuale solo per un abruzzese su tre occorre fare chiarezza con i figli fin dalle elementari. Ad affermarlo l’indagine su adolescenti e salute di genere condotta dell’Osservatorio Reale Mutua sul welfare che ha realizzato un ampio studio sull’adolescenza in tutta l’Italia.

L’analisi ha messo in evidenza che parlare di intimità e di salute di genere con i propri figli è tradizionalmente considerato un tabù.

Ma a ben guardare, oggi sembra farsi strada una maggiore sensibilità anche se solo per un abruzzese sue tre (31%) è importante affrontare in famiglia il famoso “discorsetto” fin dalle scuole elementari come base per un successivo e sano sviluppo durante l’adolescenza.

In questo quadro, spunta anche una presa di coscienza di come sia importante fare delle visite all’andrologo anche se quest’ultimo, non è ancora di tendenza.

Per due abruzzesi su tre (65%), tuttavia, anche per i ragazzi è fondamentale iniziare a fare visite andrologiche fin dall’adolescenza.

Ma le voci discordi non mancano, e ancora uno su cinque (18%) ritiene necessaria la prevenzione solo per le ragazze.

Una consapevolezza sbagliata che nasce dalla scarsa informazione sul tema e in particolare sulle problematiche di salute maschili (35%) ma anche una certa difficoltà a parlare dell’argomento (26%).

In questo senso, un ulteriore 24% dice che questa situazione nasce dalle famiglie dove i genitori dovrebbero mostrarsi più sensibili.

C’è poi chi, un 11%, ne fa anche una questione culturale.

Inoltre, il rischio più temuto da quasi un abruzzese su due (45%) è l’uso di sostanze stupefacenti, ma a destare sempre più preoccupazione sono anche gli episodi di bullismo (24%).

Un abruzzese su cinque (20%) vede invece il rischio maggiore in un utilizzo eccessivo, che può arrivare fino alla dipendenza, della tecnologia.

Per arginare questi rischi hanno un ruolo importante le esperienze di gruppo (64%), come quelle dello sport, dove si trasmettono valori positivi e l’importanza di relazioni rispettose.

Per uno su cinque (20%), infine, anche i social network sono un veicolo dalle potenzialità educative: favoriscono le interazioni e la condivisione tra coetanei (29%), aprono canali di ascolto per gestire disagi e problematiche giovanili (31%) e fanno passare messaggi di sensibilizzazione (33%).

Inoltre, un abruzzese su quattro (25%) ritiene indispensabile la figura dello psicologo, che possa ascoltare i ragazzi, intervenire e prevenire situazioni di disagio e difficoltà.

“L’adolescenza è una fase molto importante per la crescita della persona. Dal nostro Osservatorio sul welfare è emersa una crescente sensibilità verso il tema della prevenzione e della salute per questa età – commenta Michele Quaglia, direttore commerciale e brand di gruppo – . In questo, le famiglie ricoprono un ruolo centrale, che è importante sostenere. Noi di Reale Mutua siamo da sempre al loro fianco con soluzioni su misura che permettono loro prendersi cura della salute dei figli in strutture d’eccellenza con specialisti qualificati e a costi contenuti”. (fed.cif.)