LE RICHIESTE DEL MONDO RURALE ALLA REGIONE ABRUZZO


L’AQUILA – Verifica della percentuale di territorio regionale sottoposto a vincolo ambientale con eventuale riperimetrazione delle aree protette qualora questo dovesse risultare superiore a quanto previsto dalla legge, regolamento a misura degli allevatori che operano nei parchi, pagamento di un canone da parte delle oasi che insistono nei comparti dei consorzi di bonifica, valorizzazione dei prodotti tipici , possibilità per i cercatori di funghi e tartufi di accedere nei siti di Natura 2000, riapertura per la pesca ricreativa sugli scogli e nei porti, abolizione del divieto di balneazione nei fiumi, abolizione del glifosato per tutti gli usi finora consentiti, maggior controllo sull’uso fitofarmaci e insetticidi durante la fioritura per evitare la moria delle api, stop ai finanziamenti a pioggia ad associazioni ambientaliste e animaliste.

Sono le richieste dell’Associazione per la cultura rurale (Acr) che oggi ha manifestato all’Aquila, davanti la sede del Consiglio regionale di palazzo dell’Emiciclo.

I consiglieri Roberto Santangelo e Domenico Pettinari hanno incontrato i manifestanti impegnandosi all’apertura di un tavolo per iniziare un percosso condiviso per la risoluzione dei problemi riguardanti il mondo rurale.

“Va ricordato alla Regione Abruzzo che le aziende ancora attendono gli aiuti Covid”, ha detto il portavoce di Acr Dino Rossi, “l’agricoltura è al collasso già da tempo specialmente quelle ricadenti nelle aree interne, attanagliate dai vincoli ambientali”.

“Sono anni che cerchiamo di capire da cosa derivino i danni della fauna selvatica all’agricoltura e alla zootecnia e finalmente con l’approvazione del piano faunistico sono iniziati ad uscire i primi indizi a riguardo. Il tutto legato alla grande quantità di superficie protetta che supera di gran lunga quella prevista dalla legge 157/92, la quale viene ignorata dalle istituzioni locali e anche a livello nazionale. Stranamente in Abruzzo non è chiaro quale fosse la percentuale di superficie occupata dalle aree protette”.

“Ci aspettiamo dalla politica regionale un impegno forte al fine dare seguito alle nostre richieste utili per la sopravvivenza delle aziende agricole abruzzesi e soprattutto di chi vive l’ambiente quotidianamente che ha permesso di conservarlo fino ai nostri tempi. È sotto gli occhi di tutti che dove è venuta a mancare l’agricoltura è arrivato il fuoco”, ha aggiunto Rossi.

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