L’EREMO DI FRATTA GRANDE A PRETARA, L’ULTIMA CASA DELL’ULTIMO EREMITA DEL GRAN SASSO


ISOLA DEL GRAN SASSO D’ITALIA – Nella frazione di Pretara, riparato da una falesia di roccia, sorge l’eremo di Fratta Grande, l’ultimo riparo solitario costruito dall’ultimo eremita del Gran Sasso, fra’ Nicola.

La struttura si trova a 3 km da Isola del Gran Sasso d’Italia (Teramo) e a pochi metri dal centro abitato della frazione, sulla strada che costeggia il torrente Ruzzo e porta all’omonima cascata.

Ma la storia di Fratta Grande è solo l’epilogo del grande lavoro che Nicola, l’anacoreta laico, realizzò nella Valle Siciliana: ripercorriamola assieme.

Nicola Torretta nacque nel 1803 a Picciano, oggi provincia di Pescara, da una famiglia benestante. Trasferitisi a Castelli, il giovane iniziò a fare il contadino, dimostrando una predisposizione per il lavoro manuale.

Erano anni di forte agitazione e malcontento tra la popolazione della provincia e per sedare eventuali agitazioni il sindaco di Teramo fece ricorso alla missione dell’Arciconfraternita del Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo che, con sermoni cupi da fine del mondo, aveva il compito di portare la predicazione nelle campagne e tra i ceti più poveri.

Nicola fu così impressionato dai sermoni che decise di seguire i missionari.

“Nell’anno di nostra salute 1825 abbandonai la mia casa paterna, e presi l’abito da eremita, in Santa Maria di Pagliara, la domenica 7 settembre 1825. Mi furono riconsegnate quattro chiese da ristabilire”.

Su invito dei missionari, forse stanchi di avere tra loro un uomo che portava così all’eccesso l’esempio di vita umile e penitente, si recò a Ortona per prendere i voti da Cappuccino.

L’abito però, con profondo dolore per Nicola, gli fu rifiutato per la sordità all’orecchio sinistro provocata da uno schiaffo della madre in gioventù.

Ebbe così inizio la sua vita da eremita laico, nella quale si dedicò alla meditazione e al restauro di quattro chiese poste su versante teramano del Gran Sasso: Santa Maria a Pagliara, San Cassiano, Santa Colomba e San Nicola di Fano a Corno.

“Tutto costruiva con le proprie mani, anche l’organo. Lavorava da muratore, da scalpellino, da fabbro ferraio. Faceva il falegname, lo stagnino, il pittore”.

La costruzione di Fratta Grande ebbe luogo attorno al 1850. L’aspetto dell’eremo è modesto, le forme elementari. La struttura interna, dalle dimensioni ridotte quasi in proporzione con la statura dell’eremita, si presenta con un lungo corridoio diviso in due parti.

La chiesetta ha una cappella centrale e due laterali. Sull’altare principale è posto un quadro di San Francesco di Paola. Dietro l’altare c’è un grande vano dove sono ancora conservati i resti di un presepe costruito da fra’ Nicola.

Nell’ultimo ambiente, poi, ci sono il chiostro e la stanzetta dove Nicola visse i suoi ultimi giorni.

Di fianco al portone è presente una piccola grotta, davanti al cui ingresso è posta una croce di legno dalle semplici fattezze. Nel 1986, a cento anni dalla scomparsa di fra’ Nicola, il Comune di Isola del Gran Sasso pose una lapide per onorare la sua memoria: “Ultimo eremita del Gran Sasso”, si legge.

Nicola Torretta morì il 23 febbraio del 1886 e le sue spoglie furono tumulate nella chiesetta dell’eremo, sotto l’organo a mantice, anch’esso di costruito dall’eremita. Dieci anni dopo, le spoglie furono esumate e traslate nella Chiesa parrocchiale di Pretara.

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