MAFIA DEI PASCOLI, IL CASO SUL NEW YORK TIMES: FRODE NEL 60% DEI FONDI


L’AQUILA – Finisce sulle pagine del New York Times la questione della cosiddetta mafia dei pascoli, a cui Virtù Quotidiane ha dedicato numerosi approfondimenti, ripresa in questi giorni anche dal portale dell’Agei, l’associazione dei geografi italiani.

Il quotidiano statunitense ha acceso i riflettori sulle assegnazioni dei fondi comunitari per l’agricoltura in tutto il panorama europeo.

Si tratta di un business colossale per le organizzazioni malavitose e le sedicenti aziende agricole che affittano quote importanti di alpeggi, in modo assolutamente legittimo, con il solo e unico scopo di incassare i fondi messi a disposizione dall’Unione europea per gli allevatori.

Secondo alcuni dati riportati dal giornale statunitense, solo in Italia ci sarebbe una frode dietro al 60 per cento delle aggiudicazioni.

Parliamo di cifre importanti considerato che tra il 2014 e il 2020 l’Unione europea ha predisposto per l’Italia uno stanziamento di circa 40 miliardi di euro a sostegno della cosiddetta Pac, la Politica Agricola Comune.

Gli approfondimenti di Virtù Quotidiane hanno fatto emergere, grazie a numerose testimonianze e all’indagine condotta dal Laboratorio Cartolab del Dipartimento di Scienze umane dell’Università dell’Aquila, un sistema capillare e organizzato di criminalità presumibilmente di stampo mafioso.

Secondo le denunce raccolte da questo giornale, grandi aziende affitterebbero vaste aree di terreni con lo scopo di veder fruttare i titoli di coltura in loro possesso ma senza poi garantire l’effettiva attività di pascolo degli armenti, spesso fantasma o ridotti a pochi capi di bestiame, in alcuni casi malati e decrepiti, a volte lasciati addirittura incustoditi, bestie “figuranti” che servono solo a legittimare l’ottenimento dei fondi europei a discapito ovviamente di agricoltori e allevatori onesti. (d.brac.)