MANODOPOERA STRANIERA, FISCO E AIUTI: CONFAGRICOLTURA CHIEDE DI PIÙ AL GOVERNO


L’AQUILA – “Le misure varate dal governo con il decreto Cura Italia  sono una prima risposta allo shock economico che sta vivendo il nostro Paese. L’agricoltura non si ferma, ma ha al contempo bisogno che vengano garantiti i mezzi tecnici e i servizi indispensabili per le produzioni agricole e zootecniche”.

Lo afferma Confagricoltura L’Aquila che ricorda come in provincia sono più di 7 mila gli occupati nel comparto facendo notare come “alcuni settori iniziano a mostrare segnali di difficoltà altri come quello delle stalle che producono il latte sono in piena crisi perché i caseifici hanno ridotto drasticamente gli acquisti del latte per effetto della chiusura di molte attività come bar, ristoranti, mense ecc”.

“Ci sono poi segnali negativi in quello delle carni, ad esempio per la vendita degli agnelli nel periodo pasquale e del settore orticolo in questo caso per la mancanza di operai”.

“Rispettiamo in pieno le decisioni che sono state prese dal Governo – dice in una nota il presidente di Confagricoltura L’Aquila Fabrizio Lobene – e ribadiamo con forza che il nostro settore, i nostri imprenditori continuano a lavorare per produrre il cibo che serve. Le nostre imprese hanno da subito adottato ogni dispositivo di protezione sanitaria, indispensabile per poter proseguire con la propria attività”.

“Noi come organizzazione siamo a loro completa disposizione in questo momento d’incertezza e lavoriamo quotidianamente con l’assessore regionale Emanuele Imprudente per introdurre miglioramenti al decreto”.

Il settore agricolo però ha richieste ben precise: “È fondamentale garantire il ritiro delle materie prime – prosegue Lobene – come ad esempio il latte per il quale sarà importante anche garantire alle aziende un corretto approvvigionamento di mangimi, farmaci veterinari e mezzi tecnici sementi e concimi”.

“Nell’annunciato decreto di aprile in primis ci dovranno essere misure di compensazione che vadano oltre quelle fiscali e creditizie”, chiarisce Lobene. “Per la parte fiscale, viste le oggettive difficoltà degli scambi internazionali, Confagricoltura chiede l’estensione a tutte le categorie di imprese (indipendentemente dal fatturato) della sospensione del versamento dell’Iva, delle ritenute alla fonte, dei contributi previdenziali e degli altri tributi dovuti nel periodo compreso dal 16 marzo al 31 maggio 2020”.

“Tra le priorità poi anche il consolidamento di tutte le passività onerose a tasso agevolato. Inoltre, sempre nell’ottica di assicurare liquidità immediata alle aziende, l’assessore Imprudente ha raccolto il nostro suggerimento di proporre al Governo di velocizzati tutti i pagamenti in sospeso delle misure a superficie previste dalla Pac e Psr sbloccando d’ufficio tutte le pratiche precedenti il 2019 non pagate per effetto del mal funzionamento dei sistemi informatici gestiti da Agea”.

“Per le domande in corso una drastica semplificazione degli adempimenti facendo riferimento ai dati del 2019. Riguardo alle prestazioni di lavoro, occorre risolvere il problema degli ingressi in Italia dei lavoratori stranieri regolari che ora sono bloccati in Marocco e Macedonia, in alternativa è necessario utilizzare i percettori del reddito di cittadinanza, i disoccupati casalinghe e studenti con la reintroduzione del voucher, altrimenti il Fucino si fermerà”, conclude Lobene.

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