NUOVO PIANO FAUNISTICO, ALLEVATORI: DISTRUGGE L’AGRICOLTURA


L’AQUILA – “Piano faunistico venatorio distruttivo per l’agricoltura, la Regione vota unanime”.

Lo denuncia in una nota Dino Rossi, dei capisquadra cinghialai d’Abruzzo e portavoce del Comitato spontaneo degli allevatori Cospa.

“Abbiamo lavorato un anno per raccogliere tutte le informazioni necessarie su tutta la regione avendo costituito un gruppo di Whatsapp di oltre 200 persone di cui quasi 100 sono capisquadra, senza contare gli anni di esperienza maturati sul territorio al fine di trasferire tutto su un documento e consegnato a tutti i componenti del Consiglio regionale. Ieri la sorpresa: tutti i consiglieri, eccetto il Movimento 5 stelle che ha abbandonato l’aula, hanno votato unanime cestinando il nostro lavoro mirato alla salvaguardia dell’agricoltura e alla tutela del mondo venatorio”.

“Durante il Consiglio regionale è stato espressamente detto che gli emendamenti erano troppi, quindi troppo lavoro e di conseguenza, cestinati!”, continua Rossi.

“La stessa cosa faremo noi alla prossima tornata elettorale con i santini! A questo punto pensiamo che le istanze pervenute non le abbiano nemmeno lette, altrimenti si sarebbero resi conto che il Piano faunistico redatto dall’Ispra, ente statale inutile e dannoso, che ha percepito come rimborso quasi 200 mila euro e senza aspetti scientifici ha messo veti a non finire a partire dai Patom”.

“Il Patom”, insiste Dino Rossi, “non è altro che l’allargamento delle arre protette, le quali hanno superato il massimo consentito dalla famosa legge 157/92 (usata a piacimento), sono la causa principale dei danni in agricoltura”.

“Fino ad oggi a gestire la caccia e l’agricoltura sono state le associazioni agricole di concerto le associazioni venatorie, ignoranti in materia, a parte la Libera Caccia nella persona di Antonio Campitelli che durante l’audizione alla terza commissione, ha rappresentato le sue perplessità sulla funzionalità del Piano faunistico riguardante non solo il cinghiale”.

“Per quanto riguarda il cinghiale è stata audito anche il Cospa Abruzzo, ma purtroppo dall’altra parte i consiglieri avevano le orecchie foderate di prosciutto. Per schiudere le orecchie è bene che la battaglia ora si faccia più aspra partenendo con esposti alla magistratura contro il selecontrollo di notte, non consentito dalla legge nazionale, i conflitti di interesse di alcuni tecnici e tanto altro che non stiamo ad elencare”.

“La magistratura avrà da lavorare sodo! Se sarà necessario anche il ricorso al Tar”, conclude Rossi.

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