PER IL TRIBUNALE DI MILANO I RIDER SONO LAVORATORI DIPENDENTI


MILANO – Il Tribunale di Milano, sezione lavoro, con sentenza n. 1018 pubblicata il 20 aprile 2022, ha qualificato come lavoro subordinato la prestazione lavorativa svolta da un rider così ricondotta ad un rapporto di lavoro a tempo indeterminato e pieno riconducibile al CCNL Commercio, pacificamente applicato dal datore di lavoro ai propri dipendenti.

La pronunzia – spiega Alessandro Klun, autore di diversi testi sul diritto della ristorazione –  trae spunto dalla conclusione tra un rider e una società di gestione di una piattaforma di delivery di un contratto di lavoro qualificato come autonomo avente ad oggetto il prelievo di cibo tramite applicazione informatica da ristoranti affiliati alla medesima società e successiva consegna alla clientela.

Ad avviso del rider il rapporto di lavoro instauratosi in forza di detto contratto era in realtà subordinato o riconducibile al D.Lgs. 81/2015, a norma del quale la disciplina del rapporto di lavoro subordinato si applica anche ai rapporti di collaborazione che si concretizzano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro.

Così investito della questione il Tribunale adito, sulla base degli elementi acquisiti in sede istruttoria, accertava che la prestazione del rider era inserita nel contesto dell’organizzazione azienda, senza alcuna assunzione di rischio d’impresa.

In particolare, tempi, luoghi e modalità di esecuzione della prestazione erano regolati da apposito algoritmo predisposto dalla suddetta società.

Infatti, il rider, per essere incaricato di una consegna, doveva collocarsi in prossimità del locale affiliato e qui riceveva dalla piattaforma l’indicazione sia del luogo di ricezione del cibo e sia quello di consegna, secondo un itinerario nel corso del quale la sua posizione era monitorata da un sistema di geolocalizzazione.

L’algoritmo – continua Klun – determinava anche le fasce orarie di prenotazione del rider in funzione di un punteggio calcolato secondo un indice di prenotazione basato sul numero di volte in cui il prestatore si è reso disponibile al servizio in orari di maggiore domanda (fascia 20-22 nei giorni dal venerdì alla domenica) con penalizzazione e punteggio decurtato nel caso di ritardo della prestazione.

Sulla base di tali motivazioni il Tribunale meneghino ha riconosciuta la natura subordinata del rapporto, a nulla rilevando, a tal fine, la possibilità per il prestatore rifiutare il singolo incarico.

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