RECUPERO CREDITI ACCANITI SULL’HORECA, MA È BENE STARE IN GUARDIA


PESCARA – Si moltiplicano i pressing sulle attività economiche, in particolare del settore Horeca costretto a fare i conti con lunghi mesi di chiusure, da parte di società di recupero crediti per fatture insolute dei fornitori.

Si tratta, in moltissimi casi, di pagamenti per i quali le aziende sono rimaste indietro per ovvie e comprensibili ragioni ma occorre stare in guardia.

Come spiega infatti a Virtù Quotidiane l’esattore (che riscuote cioè direttamente per conto del fornitore) di una grande azienda di servizi abruzzese che vuole restare anonimo, sempre più spesso queste grandi società si accaniscono sui debitori minacciando azioni legali anche per fatture emesse pochi mesi prima e nonostante ci fossero già accordi per il pagamento con l’azienda che l’ha emesse a fronte di una fornitura.

“Le società di recupero crediti non sono altre che aziende che perseguono l’unico obiettivo del profitto”, rivela, “sono società esterne alle imprese che hanno fatture scadute da riscuotere e pur di incassare fanno di tutto, anche pesanti pressing psicologici attraverso telefonate a tutte le ore ed email minatorie, perché se incassano loro anziché l’azienda titolare del credito, riscuotono una cospicua percentuale”.

L’esattore che parla a questo giornale si sente di mettere in guardia i titolari dei pubblici esercizi, perché nella stragrande maggioranza dei casi i debiti possono essere saldati, magari anche attraverso accordi e piani di rientro, direttamente con le aziende fornitrici con cui si hanno fatture sospese e senza alcuna intermediazione.

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