RIAPRE IL PANCAFFÈ BAIOCCO, LOCALE RINNOVATO E AMPLIATO CON GELATERIA E GASTRONOMIA


L’AQUILA – Con il raddoppio della superficie, e anche dei laboratori da dove a ogni ora del giorno vengono sfornate prelibatezze dolci e salate, ha riaperto oggi il Pancaffè Baiocco di via Salaria Antica Est, all’Aquila.

Due settimane di chiusura servite a un completo restyling del locale e al suo ampliamento, necessario dopo neppure due anni dall’apertura per il grande successo che la scommessa di Americo Baiocco ha avuto, grazie a un format innovativo importato dalle grandi città che al punto vendita affianca un ampio laboratorio dal quale tutto il giorno, tutti i giorni escono prodotti freschi.

Nel nuovo negozio – il primo in città con possibilità di pagamento self-service grazie a innovative casse self-pay – 20 posti a sedere interni, una nuova offerta gastronomica e la gelateria. Il negozio, una boulangerie ideale per una sosta gastronomica fin dal primo mattino e ad ogni ora del giorno, nasce dall’esperienza di Americo, che nel 1993 ha preso le redini dello storico forno di Montereale aperto nel 1920 dal nonno Alberto.

In collaborazione con la Gelateria Duomo del maestro Francesco Dioletta, Tre Coni Gambero Rosso, il Pancaffè offre ora anche un vasto assortimento di gelati artigianali. E a pranzo, tutti i giorni piatti pronti, primi e secondi, che possono essere consumati sul posto o da asporto.

Senza mai abbandonare la tradizione, pur affiancata a continue sperimentazioni, il Forno Baiocco produce pani e pizze, pasticceria secca, crostate, ciambelloni e altro ancora, privilegiando la filiera corta delle materie prime, a partire dalle farine come quelle di Solina o Senatore Cappelli. La sapienza e le mani esperte dei panificatori fanno il resto.

Al lievito madre, da sempre utilizzato nel forno di Montereale, al Pancaffè sono affiancati pomodoro biologico, olio Evo italiano e particolari farine di provenienza certificata – sempre made in Italy – macinate a pietra da grani coltivati su terreni specifici, autentici cru, e quelle molite con pietra lavica dell’Etna di “Viva la Farina”, progetto di filiera corta italiana che aggrega agricoltori in tutto lo Stivale, da quelli che in Piemonte coltivano grano tenero, segale, mais e monococco, a quelli che in Basilicata hanno intrapreso la sfida di coltivare il grano duro Saragolla.

Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.


Articolo soggetto a copyright, ogni riproduzione è vietata © 2022