RISERVA DEL BORSACCHIO, MOBILITAZIONE A DIFESA DELL’AREA NATURALE


ROSETO DEGLI ABRUZZI – “No al cemento!”. Questo lo slogan delle Guide del Borsacchio che oggi manifestano sotto il palazzo del Comune di Roseto degli Abruzzi (Teramo) prima del Consiglio comunale che approverà la nuova pianificazione urbanistica.

Dalle ore 15 in piazza della Repubblica, sarà trasmessa in diretta sui social delle Guide del Borsacchio e condivisa da tutte le associazioni aderenti: Wwf, Italia Nostra, Centro Studi Cetacei, Fiab, Soa, Forum H2O, Coordinamento Tu Viva, Mica, Paliurus, Chaikana, IlSentiero, PerchèNo, RosetoCammina, Istituto Abruzzese Aree Protette, Naturamo, SalvaFratino Abruzzo.

Il Piano di assetto naturalistico (Pan) prevede una ferita al cuore stesso della Riserva con un accesso in corrispondenza della “Casa Mataloni”, con tanto di sottopasso ferroviario, passerella per la spiaggia e due parcheggi dietro la ferrovia e la strada nazionale. Per completare il quadro, la possibilità di aumentare la cubatura dei manufatti sul sito fino al 40% per un massimo di nuovi 600 metri quadrati.

È stata lanciata una petizione che in un solo giorno ha raccolto circa 1.000 firme on line e 200 cartacee. Un risultato incredibile per 24 ore di mobilitazione. “Abbiamo atteso e sperato in un dialogo vero. Ora è il momento di far vedere che il futuro è nella sostenibilità. Lotteremo per questo”, affermano i promotori.

“Chiediamo il rinvio del Consiglio comunale del 4 maggio 2021 ed, allo scopo di garantire la riserva e conciliare le esigenze con la sostenibilità di convocare una serie di incontri con i tecnici delle associazioni ambientaliste per cercare di trovare una soluzione al Pan. Altrimenti il peso di questo Pan cadrà su chi lo voterà con la magra figura agli occhi di un mondo che progredisce”. Giancarlo Pierannunzi

LA NOTA COMPLETA DELLE ASSOCIAZIONI

Dopo una prima presentazione nel 2017, a cui le associazioni ambientaliste hanno partecipato, lo strumento ha subito pesanti modifiche. Seppur all’inizio non era di certo un piano perfetto era comunque adottabile per consentire finalmente la partenza della Riserva Borsacchio e sbloccare uno stallo lungo 16 anni. Quasi due decenni di sofferenze per chi come noi lottava per mantenerla e per chi vive e lavora nell’area protetta.

Nel tempo e senza altri incontri pubblici i Pan ha subito modifiche sostanziali. Il Pan in discussione non è lo strumento di pianificazione di un’area naturale protetta; non punta alla conservazione e alla valorizzazione di una riserva costiera; non garantisce, come vuole la legge regionale sulle aree protette, la tutela di una zona con un particolare interesse naturalistico ricca di emergenze geomorfologiche, floristiche, faunistiche, paleontologiche e archeologiche.

La conservazione della natura è esclusa dal Pan che, invece di occuparsi di corridoi ecologici, di specie e di habitat, presenta un “Programma edilizio” per regolamentare antenne, tapparelle, impianti di condizionamento, recinti.

Rinunciando a grandi occasioni di finanziamento, il Pan non prende in esame gli studi condotti negli anni passati per la candidatura a sito della Rete Natura 2000 del territorio della Riserva, nonostante il Comune abbia finanziato uno specifico studio poi approvato dall’allora Commissario della Riserva nominato dalla Regione.

La zonazione proposta contrasta inspiegabilmente con quanto previsto dalla legislazione di settore e specifica sulla riserva, eliminando le Zone A (a massima tutela) e le Zone D (di sviluppo). E, a confermare la sua anima cementizia, il Pan prevede una ferita al cuore stesso della riserva con un accesso in corrispondenza della “Casa Mataloni”, con tanto di sottopasso ferroviario e passerella alla spiaggia, e ben due parcheggi dietro la ferrovia e la strada nazionale. Per non parlare dei premi di cubatura fino al 40% in più dei “manufatti” originari per un massimo di nuovi 600 mq.

Invece di recuperare la tradizionale rete sentieristica esistente, se ne prevede una nuova da realizzarsi lungo i fossi, con la beffa dei costi di realizzazione e gestione spropositati da aggiungersi al danno della compromissione dei corridoi ecologici.

La natura e la storia del territorio della Riserva naturale regionale del Borsacchio non meritano questo Pan. Il grande impegno profuso in questi 16 anni da tante donne e uomini di Roseto degli Abruzzi, e non solo, meritano una ben più attenta pianificazione.

È questo il momento di scegliere tra il passato e il futuro, tra il consumo di territorio e di risorse e lo sviluppo sostenibile!

È stata lanciata una petizione che in un solo giorno ha raccolto circa 1000 firme on line e 200 cartacee. Un risultato incredibile per 24 ore di mobilitazione. Abbiamo atteso e sperato in un dialogo vero. Ora è il momento di far vedere che il futuro è nella sostenibilità. Lotteremo per questo. Chiediamo il rinvio del consiglio comunale del 4 Maggio 2021 ed , allo scopo di garantire la riserva e conciliare le esigenze con la sostenibilità di convocare una serie di incontri con i tecnici delle associazioni ambientaliste per cercare di trovare una soluzione al Pan. Altrimenti il peso di questo Pan cadrà su chi lo voterà con la magra figura agli occhi di un mondo che progredisce.

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