RISTORANTE LA PARIGINA, A TAGLIACOZZO IL RACCONTO DI UN TERRITORIO TRA STORIA E TRADIZIONE


TAGLIACOZZO – Immersa in un giardino a terrazze attraversato dai ruscelli del fiume Imele, La Parigina sorge al di sotto della pineta eppure a due passi dalla piazza centrale di Tagliacozzo (L’Aquila).

Gabriella Morgante, la proprietaria, racconta a Virtù Quotidiane che il ristorante nasce inizialmente solo come locale estivo, fruibile esclusivamente all’aperto, sotto l’ombra de rigoglioso pergolato: “Nel 2002 abbiamo deciso di investire nella bellezza di questa natura e di questo giardino, puntando sulla territorialità, tanto nell’ambiente tanto per quel che riguarda la cucina. Poi qualche anno dopo abbiamo aperto le sale interne ed oggi, al piano di sopra, ci sono anche le camere, la torre e un piccolo appartamento”.

L’atmosfera elegante ma al contempo intima e raffinata è la cornice ideale per lasciarsi conquistare dal gusto delle ricette dello chef Maurizio Di Marco Testa, marito di Gabriella, preparate esclusivamente con ingredienti di altissima qualità e soprattutto di provenienza locale, dai porcini ai tartufi, fino alle patate del Fucino e soprattutto alle erbe, ingrediente di punta del menù: “Ogni piatto deve ricondurci ai suoi luoghi d’origine, deve raccontare qualcosa”, rileva, “e il nostro è un territorio di montagna, quindi ci piace raccontare l’ambiente montano attraverso i suoi prodotti, coi funghi, con le castagne e con quel che la terra ci regala stagionalmente, ma soprattutto con le erbe, la montagna è freschezza e le erbe sono il miglior modo per replicare questa freschezza”.

E così nascono piatti ormai consolidati e apprezzati, come i primi col ragù bianco d’agnello tagliato al coltello con sentore di lime, fino alle sperimentazioni che Maurizio si diverte a creare in cucina con la sua squadra: “Siccome ogni stagione ha i suoi colori e a noi piace assecondare la natura, proprio in questi giorni volevamo dare il rosso a un piatto nuovo, visto che siamo in autunno ma vicini al Natale, e invece di usare la solita rapa abbiamo deciso di farlo con le bacche del biancospino: è venuto fuori un piatto eccezionale”.

“Sperimentare è fondamentale in cucina”, aggiunge, “ma sempre e solo con prodotti che ci dona la natura e senza forzature, senza mischiare troppo, perché quel che riesce a fare la natura è inarrivabile nella sua semplicità, per questo la nostra è una cucina a sottrazione, una cucina che esalta i veri sapori della natura”.

I profumi della montagna, i colori delle stagioni e un gusto che è quello della tradizione abruzzese più vera e autentica, non solo per gli ingredienti, ma anche per la festa e l’armonia che un piatto porta in tavola: “In passato si cucinavano cose buone quando soprattutto quando si aveva il piacere di stare insieme, ma questa era una cosa che non succedeva troppo spesso, ci si riuniva solo nelle occasioni speciali ed è questa convivialità che ci piace far assaporare nei piatti ai nostri ospiti”.

Maurizio ci tiene a sottolinearlo, non si parla mai di clienti ma di ospiti, e questo vale tanto per la cucina quanto per gli ambienti, pensati per coccolare chi li vive: il giardino è un incanto in cui gli arredi in pietra e in legno si incastonano alla perfezione nella natura rigogliosa, ma anche gli interni sono arredati con raffinatezza e stile, uno stile che richiama l’eleganza antica parigina, dalle tende al parquet, dai soffitti in legno fino al mobilio antico e pregiato e, ad arricchire il tutto, anche specchi e quadri intorno ai tavoli: “Il nome ci ha ispirato anche per l’arredamento e per lo stile”, continua Gabriella, “in questo palazzo infatti viveva una parigina, anzi ‘la parigina’, una donna che durante la seconda guerra mondiale si innamorò di un soldato tagliacozzano e si trasferì qui per amore. Si dice fosse così bella che tutti sapevano dove abitasse e visse in questo palazzo tutta la vita. Ci piaceva che questa storia sopravvivesse nel tempo”.

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