RISTORANTI, PRENOTAZIONE CON CARTA DI CREDITO PER SCONGIURARE IL “NO SHOW”


ROMA – Complice la pandemia, il 2022 potrebbe rappresentare l’anno della svolta tecnologica e digitale per le attività di somministrazione alimentare: dal menù, già con QR code, all’accoglienza della clientela e ancor prima dalla prenotazione che, tenuto conto dell’attuale periodo di difficoltà conseguente ad un crescente numero di contagi e restrizioni, acquista rilevanza sempre maggiore.

Non è difficile, infatti, immaginare le conseguenze di un tavolo che rimane vuoto, oggi ancora più impattanti vista la drastica riduzione della domanda, del numero dei coperti disponibili, tra distanze ed esterni, degli oneri conseguenti alla gestione del personale, alle forniture di materie prime e alle risorse energetiche.

Così definito il contesto – spiega Alessandro Klun, autore di diversi testi sul diritto della ristorazione (come quello nella foto sotto) – sotto il profilo del servizio di prenotazione di un tavolo, è praticabile, quale alternativa al deposito di una caparra, la via della pre-autorizzazione con carta di credito, anche on line, direttamente sul sito dell’attività selezionata o su piattaforma dedicata, purché prevista in un vero e proprio rapporto contrattuale concluso con il cliente, nel quale risultino definite e accettate da quest’ultimo le condizioni di cancellazione, tra cui ad esempio l’addebito di un importo a titolo di penale nel caso di omessa o tardiva disdetta nel caso di no show.

Termine quest’ultimo che, nell’ambito della ristorazione, viene utilizzato per definire la sempre più frequente condotta di coloro che, non mantenendo fede alla prenotazione, provocano danni alle attività che operano nella somministrazione alimentare-

Ciò doverosamente precisato, occorre osservare che la pre-autorizzazione non costituisce un pre-pagamento anticipato della consumazione in quanto nessun prelievo viene effettuato al momento della prenotazione: in accordo con il gestore dell’attività, il cliente, ai fini della conferma della prenotazione, si limita a fornire il numero della carta che il primo sottopone a verifica attraverso strumenti di controllo.

Per effetto di tale pre-autorizzazione, nelle ipotesi in cui il cliente non dovesse presentarsi o non cancellare o modificare tardivamente la prenotazione, il gestore dell’attività, ove stabilito nella cancellation policy accettata dal cliente al momento della prenotazione stessa, potrà procedere con addebito della somma corrispondente all’importo della pre-autorizzazione che, se previsto dalle condizioni contrattuali concordate con il cliente, può essere moltiplicato per il numero di coperti prenotati ( nella misura 1 coperto a persona).

In linea generale nessun addebito viene generalmente previsto nel caso in cui il cliente tempestivamente comunichi la propria impossibilità a presenziare.

Al di là di ogni valutazione e rimedio di carattere tecnico-giuridico – rileva infine l’esperto – resta il fatto che rispetto, buon senso e reale consapevolezza delle conseguenze della propria condotta, possono indurre il cliente ad avvertire il ristoratore circa l’impossibilità di tener fede a un impegno preso.

alessandro klun libro

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