ROMA, “FIDOLIO” DA OGGI SI ISPIRA ALLA TRADIZIONE NAPOLETANA


ROMA – “Un filo di olio a crudo per esaltare ogni piatto, dall’antipasto al dolce”. Così Stefano Donaudy Mastelloni ha sensibilizzato la sua clientela, dimostrando che l’extravergine di qualità può essere protagonista della tavola, al pari del vino. Nel 2016 nasce, così, Filodolio il ristorante nel quartiere africano di Roma dove ogni piatto ha un proprio olio in abbinamento. Oggi l’idea originaria viene affinata e Filodolio sviluppa la sua vera identità regionale: “Sarà una cucina a forte vocazione campana, con piatti della tradizione napoletana e alcune ricette rivisitate in chiave pop”. Grazie alla presenza di uno chef napoletano negli ultimi 18 mesi, il menu di Filodolio si muove con decisione e carattere intorno a ricette del Sud Italia recuperando gli antichi sapori mediterranei e specialità partenopee.

“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. Un gattopardismo che ben esprime l’anima trasformista del locale, dove è in atto un cambiamento sostanziale.

“Abbiamo ripensato il menu: siamo a Roma ma un po’ vi sembrerà di stare a Napoli”. Senza stravolgere l’aspetto del locale, sobrio e confortevole, Stefano è intervenuto sulla carta delle vivande enfatizzando l’eccellenza della materia prima e segnalando l’origine degli ingredienti in ogni descrizione. Nessuna pretesa gourmet: gusti ricercati che riescono a soddisfare tutti i palati coccolando la sensibilità gastronomica dell’ospite. La giornata da Filodolio inizia con il servizio del pranzo, operativo dal martedì alla domenica (ad eccezione del lunedì, unico giorno di chiusura) e fidelizza il cliente con formule molto vantaggiose.

Dalle 18,30 alle 20,30 l’aperitivo in-solito è sempre da Filodolio: una proposta per tutte le tasche che già con 7 euro dà diritto a un drink, al tris di bruschette e alle olive di Gaeta o Nocellara del Belice.

A incrementare il volume del piatto anche le sfiziose mignole, una sorta di tapas all’italiana, oppure i copiosi taglieri di formaggi e affettati.

Il menu della cena pone un forte accento campano in carta. Si parte con Cheese cake di alici alla colatura e maionese al basilico piatto vincitore del Premio Airo-Ristoranti dell’olio 2018 per poi passare alla Caponatina Cilentana servita su una frisella o al Tortino di verza con ricotta di bufala e salame direttamente dal caseificio Costanzo di Aversa. Per i primi Stefano ha scelto la pasta Gentile di Gragnano: e allora Mezzi Paccheri alla Genovese, oppure la mista per il Mischiato con patate e mozzarella affumicata o ancora il formato lungo che avvolge la semplicità degli Spaghetti ai due pomodori. Tra i secondi equità nelle voci di mare e di terra: come il Polpo alla plancia, burrata, pesto e pomodorini secchi o lo Spezzatino di Scamone di Manzo alla Genovese. Tutti i piatti sono conditi con gli olii del frantoio “Madonna dell’olivo” di Serre (Salerno) affiancati da altri Evo rigorosamente del Sud. La carta dei dessert è golosa e il momento del dolce tenta con la Torta caprese, un più classico Tiramisù e poi c’è il cavallo di battaglia di Filodolio Spuma di ricotta di bufala, pistacchio e mela verde.

A Napoli il caffè è una cosa seria e la sorpresa a fine pasto arriverà direttamente a tavola. “Aiuterò le persone a recuperare il piacere del rito del caffè”: da Filodolio ritorno alla moka. Ritrovare quel ritmo di vita lento e rilassato, cadenzato dal borbottio della macchinetta, sedendosi insieme per condividere una tazzina che veramente unisce.