SIRENTE VELINO, D’AMORE: DIMOSTREREMO CHE LE NOSTRE SCELTE SONO GIUSTE


ROCCA DI MEZZO – “Sarò il presidente di tutti, come è nel mio modo di fare e come ho dimostrato durante il mio mandato da sindaco di Fagnano Alto e da presidente della Comunità del Parco”.

Così in una nota Francesco D’Amore, neo presidente del Parco regionale Sirente Velino, la cui nomina è stata accompagnata da vivaci polemiche essendo stato tra i principali sostenitori della pesante riduzione dei confini dell’area protetta, recentemente approvata dal Consiglio regionale.

“Certo il movimento di opinione generatosi, spesso con toni anche molto pesanti, bene non ha fatto all’immagine del Parco e delle sue genti, andando ad intaccare un percorso virtuoso intrapreso negli ultimi anni”, aggiunge. “Siamo convinti che non è il perimetro che fa il Parco ma è il Parco che deve guadagnarsi il perimetro proposto. Dimostreremo a tutti che le scelte di questa governance sono quelle giuste. Lavoreremo affinché il Parco regionale sia veramente un Parco aperto ed inclusivo verso tutti”.

Già presidente della Comunità del Parco da marzo 2017, D’Amore è stato nominato presidente con decreto del governatore Marco Marsilio il 14 luglio scorso.

Oltre a lui sono stati nominati i 3 consiglieri del Consiglio direttivo espressione delle tre macro aree: il sindaco del Comune di Cerchio Gianfranco Tedeschi (rappresentante dell’area Marsicana), il consigliere comunale del Comune di Castelvecchio Subequo Sabatino Musti (rappresentante dell’area Subequana) e il consigliere comunale del Comune di Rocca di Cambio Francesco Franceschi (rappresentante dell’area dell’Altopiano delle Rocche).

L’indicazione del nominativo del presidente e dei Consiglieri – si legge nella nota – viene dalla Comunità del Parco in seduta plenaria (21 sindaci + il rappresentante della Provincia dell’Aquila).

La Comunità del Parco di espressione sia di centrosinistra che di centrodestra che di area civica, all’unanimità dei presenti, ha indicato Francesco D’Amore quale nominativo da sottoporre all’intesa dell’assessore Emanuele Imprudente con delega ai Parchi e Riserve e all’attenzione del presidente della Regione Abruzzo.

Sempre dalla Comunità del Parco è venuta la scelta dei tre rappresentanti delle macro aree.

Un atto di democrazia partecipata – continua la nota – che vede il territorio per la prima volta protagonista del destino dell’area protetta con l’assunzione di una grande responsabilità verso l’intera collettività.

La nuova legge voluta dalla Regione Abruzzo, su proposta di Imprudente, segna un funzionale cambio di rotta che pone i Comuni per la prima volta al centro delle decisioni riconoscendo agli amministratori un ruolo da protagonisti sulla gestione territoriale, prima disposta in altre stanze.

Non si può prescindere da questo assunto – si legge ancora nella nota – guardando ciò che succede in termini di responsabilità anche penale a cui spesso i sindaci sono chiamati a rispondere; non dimentichiamo che in fondo i territori sono stati dati in prestito alle aree protette dai Comuni.

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