SUI SENTIERI MENO BATTUTI E TRA LE STORIE POCO RACCONTATE: ACQUIEVO MOSTRA LE UNICITÀ ABRUZZESI


L’AQUILA – Tanta complicità, uno studio continuo e attento, conoscenza del territorio e delle sue eccellenze e una grande voglia di fare, scoprire e far conoscere: sono gli ingredienti di cui si nutre AquiEvo, giovane associazione di promozione sociale nata nell’agosto scorso la cui mission principale è quella di aprire strade nuove, poco battute dal turismo e dagli stessi aquilani per ridare dignità a luoghi importantissimi sotto il profilo storico e naturalistico ma purtroppo abbandonati.

AquiEvo è proprio questo, e il suo nome, dal latino “aevum”, età, tempo, non tradisce le aspettative: raccontare L’Aquila e il suo contado in ogni epoca storica, tanti momenti che si sono succeduti e si sono svolti in quel modo preciso anche grazie alla fisionomia del suo territorio circostante. Per questa ragione la geografia diventa elemento essenziale per raccontare una storia.

Sara Ferrauto, presidente di AquiEvo, Alessandro Di Pietro, Lorenzo Fiorelli, Amilcare Tiberi, Giulia Di Giovanni, Claudio Manganelli, Antonella Maggi, dopo la partecipazione di quasi tutti loro al corso di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore Ifts “Tecnico superiore per il turismo integrato e sostenibile” del 2018, hanno deciso di iniziare il loro percorso da un luogo poco conosciuto del circondario aquilano, i resti del castello di Sant’Eusanio Forconese, che si alzano sulla sommità del monte Cerro e dominano l’intera valle oltre al paese sottostante.

Qui, dove probabilmente sorgeva un insediamento vestino, venne costruito un castello tra il XII e il XIII secolo, abbandonato a seguito del sisma del 1461 che lo rase quasi al suolo, per poi essere ristrutturato dopo che gli abitanti superstiti avevano avuto il permesso di ricostruire un villaggio nell’attuale borgo di Sant’Eusanio Forconese.

Cisterne per la raccolta dell’acqua e strutture per lo stoccaggio del cibo fanno pensare che il castello ospitasse la popolazione in caso di attacchi da parte di nemici fino alle ultime modifiche risalenti al XVII secolo, quando venne edificata la chiesa dedicata alla Madonna del Castello, ad oggi chiusa ma visitabile.

È in questo luogo remoto e pieno di storia che i componenti di AquiEvo, come raccontano a Virtù Quotidiane, hanno “aperto la prima strada”, il 20 ottobre scorso, grazie alla disponibilità del sindaco di Sant’Eusanio Forconese, Giovanni Berardinangelo, che ha messo a disposizione il castello per questa giornata di apertura.

Molto interessante l’impostazione del percorso, che prevedeva di cancellare la modernità intorno a loro, man mano che i gruppi di persone, un centinaio tra cui anche turisti stranieri, risalivano la collina. Ognuno poteva essere un personaggio diverso del racconto e così, spogliandosi idealmente degli abiti contemporanei, le guide di AquiEvo hanno raccontato del paesaggio, degli animali, delle erbe e delle persone che si potevano incontrare nell’epoca d’oro del castello.

Uno dei progetti per il prossimo anno prevede, oltre alla passeggiata, anche la realizzazione di conferenze sui santi dei luoghi che AquiEvo intende rivitalizzare allo scopo di dare risalto alla cultura locale che per secoli ha permeato il territorio e le coscienze dei suoi abitanti.

Scopo dell’associazione è anche promuovere i prodotti dell’Abruzzo più conosciuti come lo zafferano, fino ai meno saggiati, che hanno un potenziale immenso ma che stentano a farsi conoscere come le tante eccellenze dell’artigianato di cui Ferrauto e Fiorelli danno un assaggio in quanto la prima lavora il tombolo e il secondo crea oggetti di cuoio e pellami.

A marzo avrà inizio una collaborazione con l’istituto comprensivo di San Demetrio ne’ Vestini, dove AquiEvo seguirà i bambini dalla terza alla quinta elementare scegliendo alcuni luoghi da valorizzare attraverso spiegazioni in aula e sul campo e che terminerà con una mostra in cui i progetti saranno presentati al pubblico.

Per la realizzazione di tutto questo è fondamentale la collaborazione con l’Università degli studi dell’Aquila “perché”, spiega Ferrauto, “è necessario creare una rete di diversi attori, ognuno con le proprie prerogative e conoscenze anche per provare a cambiare la mentalità sul turismo che, soprattutto nelle zone interne, tende ad essere ancora un po’ chiusa”.

Sviluppare una nuova cultura è fondamentale anche per Fiorelli e Di Pietro che raccontano come, durante un tirocinio svolto nei mesi passati, si siano dovuti rendere purtroppo conto che spesso, nei consessi nazionali e internazionali dedicati al turismo, soprattutto a quello del lusso, L’Aquila e l’Abruzzo siano assenti.

Questo vuoto ha un peso enorme per chi, artigiani, produttori e tecnici del turismo, avrebbe bisogno di più partecipazione delle istituzioni ai processi di valorizzazione di un territorio “che ha tutto pronto, tutto sul tavolo”, continua Fiorelli, “ma è tutto a sé stante, come se fosse ancora in attesa di quel filo conduttore che unisca le tante e straordinarie realtà che questa regione regala”. Luisa Di Fabio

Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.