SUL MONTEPULCIANO LA TOSCANA NON SI ARRENDE, “ABRUZZO SICURO DI AVER VINTO?”


L’AQUILA – “Il nostro marchio è stato registrato molto prima del Montepulciano d’Abruzzo, non mi pare che sia mai stata avviata una battaglia tra le due denominazioni, ma anzi al contrario eravamo partiti da un protocollo firmato all’epoca anche dall’allora assessore Mauro Febbo, che oggi pare gioire di questa vittoria. Leggere un comunicato politico in cui si dice ‘battaglia vinta contro i toscani’ ci fa sorridere”.

Così al Messaggero Piero Di Betto, presidente del Consorzio del vino Nobile di Montepulciano, dopo che l’Abruzzo, nei giorni scorsi in occasione delle celebrazioni dei cinquant’anni della Doc, ha esultato per il riconoscimento in via definitiva dell’identità territoriale del suo vino più importante e l’avvio della registrazione di marchio nazionale collettivo Montepulciano d’Abruzzo.

“Gli amministratori abruzzesi sono certi che continuare a portare avanti il nome di un vino in riferimento a un vitigno sia la strada giusta e non una sorta di arma a doppio taglio, dal momento che in tutto il mondo, chiunque producendo un vino con il vitigno Montepulciano, potrà chiamarlo così?”, aggiunge Di Betto.

Non si è fatta attendere la risposta del presidente del Consorzio di tutela vini d’Abruzzo: “A dirimere la questione, dopo cinque anni di ricorsi e opposizioni – ha detto al quotidiano Valentino Di Campli – è stato l’Ufficio italiano marchi e brevetti che ha stabilito come le due denominazioni siano diverse e che non esiste il rischio di confondere i consumatori”.

“Per quanto ci riguarda”, ha aggiunto, “la registrazione del marchio collettivo segna un passo decisivo verso la tutela e la valorizzazione del nostro vino. Alla registrazione del marchio Montepulciano d’Abruzzo a livello nazionale, seguiranno altre azioni indispensabili per tutelare denominazione e produttori soprattutto sul mercato internazionale”.