TENNISTAVOLO, UN PRIMATO TUTTO AQUILANO CON LA SOCIETÀ SPORTIVA PIÙ ANTICA D’ITALIA


L’AQUILA – Vicina al cinquantenario, con l’iscrizione numero 1 al registro nazionale della Federazione italiana del Coni, la polisportiva nata alla metà del Novecento per iniziativa di un francescano e che oggi prosegue le attività col nome di Sporting club Libertas L’Aquila, è la società sportiva di tennistavolo più antica d’Italia.

Uno sport impegnativo, quando l’intento non è di svago o ricreativo, e che richiede, dunque, una solida preparazione psicofisica. E un primato tutto aquilano, che si origina dalla creatività e dall’intuizione di padre Casimiro Centi, parroco di Pianola, che fondò la società nel 1958 come Sporting Club Tof (Terz’Ordine Francescano).

Una società polisportiva che si concentrava intorno alla Basilica di San Bernardino e che si poneva l’obiettivo di avvicinare i ragazzi allo sport. Nel 1975 si disputò l’ultimo campionato di calcio e rimase viva e operativa solo la sezione di tennis tavolo, che continuò all’interno del Tof fino al 1980, per poi continuare all’esterno come Sporting Club Libertas.

“Il tennistavolo è uno degli sport più praticati al mondo ed è disciplina olimpica” ricorda l’atleta Gianfranco Trotta a Virtù Quotidiane, “devi essere preparto atleticamente e fisicamente per giocarlo: bisogna essere veloci nel movimento e nel pensiero,  oltre che essere tecnici nell’azione”.

“Dalla fondazione a oggi la società avuto anche atleti di interesse nazionale: negli anni 80 e 90, soprattutto, c’era un movimento molto bello intorno alla società, il cui presidente storico è Antonio Ruzza, e c’erano anche molte donne”, continua Trotta: “Oggi ci siamo io, Fabrizio Tiberio, Carlo Mantini e diversi atleti che vengono dalla Marsica o dai dintorni”.

È lunga la tradizione sportiva del tennistavolo, noto anche come tennis da tavolo o ping pong, che nel passato prendeva il nome di pallacorda. Il “jeu de paume”, infatti, o pallacorda appunto, era popolarissimo alla fine degli anni 80 dell’Ottocento in Francia, ma anche in Inghilterra e negli Stati Uniti, e prendeva il nome di “lawn tennis”, tennis da prato. Nasce come un gioco per lo svago, dunque, quando col freddo non si poteva giocare a tennis: si ricorreva a un tennis al chiuso, che spesso creava incontri e amicizie tra gli appartenenti all’alta società londinese all’interno dei famosi circoli. Pian piano diventa sempre più apprezzato e giocato ad alti livelli: allo stesso modo, lo Sporting Club Libertas continua la sua ascesa.

“Non siamo molti”, conclude Trotta, “ma siamo arrivati a giocare in serie B, e attualmente giochiamo il massimo campionato a squadre maschili regionale di Serie C2”.

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