TOLLO, UN VIAGGIO NELLA CAPITALE ABRUZZESE DEL VINO NEL VIVO DELLA SUA VENDEMMIA


TOLLO – Il paese sulla collina ha un panorama suggestivo rivolto da un lato verso il mare Adriatico e dall’altro in direzione della Maiella e del Gran Sasso, un abbraccio che sembra raccogliere l’immensa parata di vigneti distesi sulla quasi totalità del borgo, ma Tollo (Chieti) è qualcosa di più di un paesaggio.

Tra i comuni delle associazioni nazionali Città del Vino e Comuni virtuosi, Tollo è a tutti gli effetti la capitale abruzzese del vino, con una produzione da capogiro che arriva a circa 700 mila quintali di uva per le oltre 500 etichette suddivise tra Cantina Tollo, Feudo Antico, Coltivatori Diretti Tollo e Vigneti Radica, l’unica impresa individuale del comune che vanta, dopo la Dop, anche la seconda Docg d’Abruzzo, la Tullum.

Una terra vocata alla viticultura, così come le sue genti che sin dai primi anni del Novecento vendevano in tutta Italia e nel mondo le pregiatissime cassette di uva da tavola, confezionate elegantemente dalle donne del vino, le “mondine” dei vigneti teatini, che negli anni Sessanta vennero riconvertiti alla coltura vitivinicola per questioni di mercato.

Visitare Tollo nel vivo della vendemmia, tra settembre e ottobre, è senza dubbio un’esperienza unica e straordinariamente coinvolgente.

Sotto le tradizionali pergole abruzzesi, in procinto di essere candidate a Patrimonio dell’Unesco, è tutto un brulicare di donne e uomini che, bagnarola al collo, raccolgono i grappoli succulenti destinati alle cantine sociali.

Per le strade e le campagne si vedono sfilare un’infinità di trattori carichi di uva, un via vai incessante e spettacolare. Non a caso campeggia ben visibile sulla statale un segnale che invita a fare attenzione causa “mosto sulla carreggiata”, forse l’unico in tutta la penisola.

Rubacchiare qualche chicco di Montepulciano e Trebbiano a passeggio per le vigne poi ha il sapore squisito della tentazione, un assaggio irrinunciabile, solo uno dei tanti momenti che consacrano una terra così preziosa grazie alle persone che la abitano e ne hanno cura.

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