TRIPLICATO IL NUMERO DI B&B IN ABRUZZO IN CINQUE ANNI


PESCARA – Giovedì prossimo, 1 dicembre, a partire dalle ore 14,30, si svolgerà presso la sala consiliare del Comune di Pescara l’Assemblea straordinaria dei soci dell’Associazione regionale Abruzzobnb che raccoglie e rappresenta numerose strutture di B&B abruzzesi.

Questo incontro – informa una nota – servirà per fare il punto sulla situazione riguardante la presenza di migliaia di strutture di Bed and Breakfast presenti in Abruzzo. Queste attività, siano esse gestite come prevedono le normative vigenti in modo professionale o non professionale, hanno avuto in questi ultimi 5 anni un incremento di circa il 136%, passando da circa 500 a più di 1.500, come si evince dagli ultimi dati pubblicati nel Piano strategico triennale 2023/2025 presentato alle Associazioni e agli stakeholders dalla Regione Abruzzo.

L’incremento è stato rilevante soprattutto nelle province di L’Aquila e Chieti, che in questi ultimi anni hanno visto aumentare in modo considerevole le presenze di turisti ed escursionisti, i quali a seguito dei cambiamenti delle scelte di destinazione causati dalla pandemia del Covid, hanno scoperto luoghi fino a quel momento poco frequentati e conosciuti. I B&B hanno avuto uno sviluppo numerico notevole nei borghi e nelle zone interne delle montagne e dei Parchi, si sono triplicati nell’area della costa dei trabocchi, fornendo una risposta indispensabile a chi voglia soggiornare in Abruzzo e che non trova molte volte alternative di ricettività.

Lo studio presentato dal Dipartimento del Turismo della Regione Abruzzo, approfondisce e analizza anche il “sentiment” e la notorietà che questa tipologia di ricettività ha acquisito a pieni voti dai turisti, rilevando un appeal altissimo.

Come sottolineato dalla presidente di Abruzzobnb Lucia Simioni in più occasioni e in più convegni svoltisi nei vari comuni abruzzesi (Pineto, Lettomanoppello, Sulmona) e anche giorni fa durante la convention di “Abruzzo Attrattivo” organizzata dalla Confesercenti, alla quale è intervenuta, “questo importante fenomeno non va demonizzato, sottostimato o eluso ma va governato in modo serio, partendo da un’analisi di come e soprattutto dove queste attività si sono sviluppate e si sviluppano, studiando i numeri e le presenze che producono un ritorno economico divenuto ormai essenziale per le piccole economie locali, soprattutto per le zone interne meno conosciute e promosse dal sistema turistico”.

“Esiste una grande nicchia di ‘nuovi turismi’, di nuove tendenze soprattutto legate al turismo sportivo ed esperienziale che si sta espandendo a macchia d’olio e alla quale è necessario dare una risposta in termini di accoglienza”, osserva Simioni. “La presenza dei turisti non si deve trasformare in un fenomeno ‘mordi e fuggi’ a scapito dell’aspetto economico e di sviluppo sostenibile dei fragili territori della regione”.

“Una grande conferma di tutto ciò riveste la presenza dei numerosi Gal (Gruppo Azione Locale), Dmc, Enti Parco e la grande macchina di promozione e marketing che ormai da anni i vari Enti pubblici stanno cercando di implementare attraverso la creazione di bandi e corsi di formazione sostenuti da Fondi Europei e dalla Regione Abruzzo”.

“Come si può creare una destinazione turistica se risultano insufficienti e addirittura mancano del tutto strutture ricettive soprattutto di qualità? Le varie anime devono collaborare”, conclude Simioni.

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