VINO MONTEPULCIANO, ORA LA TOSCANA CAMBIA IL NOME PER NON CONFONDERLO CON L’ABRUZZO


FIRENZE – Alla denominazione “Vino Nobile di Montepulciano. Denominazione di origine controllata e garantita” si aggiunge ora la parola “Toscana”, così come al Rosso e al Vin Santo: è quanto ha deciso la Giunta regionale toscana con una modifica al disciplinare del Vino Nobile, Rosso e Vinsanto di Montepulciano, al fine di offrire “maggiore tutela e più chiarezza per il mercato”.

La pratica viene ora inoltrata al Ministero che la esaminerà dal punto di vista tecnico, per poi portarla all’esame del Comitato nazionale vini.

La decisione arriva a un anno dalla registrazione, da parte dell’Ufficio italiano brevetti e marchi (Uibm), del marchio collettivo “Montepulciano d’Abruzzo”, che ha reso definitiva la sentenza della Commissione Ricorsi dello stesso Uibm dopo anni di battaglia tra le due regioni.

“Indubbiamente – dice l’assessore all’Agricoltura della Regione Toscana Marco Remaschi – la sinonimia con vini di provenienza geografica diversa rappresenta per le denominazioni di Montepulciano un motivo di criticità, in quanto contribuisce a creare confusione sui mercati a danno dei produttori di Montepulciano e dei consumatori”.

Per il presidente del Consorzio Andrea Rossi “permetterà di apportare maggiore chiarezza nei consumatori, soprattutto stranieri, che ancora oggi fanno confusione con la denominazione abruzzese”.

“Un traguardo importante per la nostra denominazione”, conclude il presidente del Consorzio.

La battaglia legale tra Abruzzo e Toscana è durata almeno cinque anni, “dal deposito il 15 gennaio 2013 della richiesta di registrazione di marchio nazionale collettivo Montepulciano d’Abruzzo per rivendicare nella classe 33 il prodotto vini”, aveva ricordato il presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo Valentino Di Campli.

“La proposta avanzata dalla Regione Toscana di aggiungere la propria denominazione regionale in etichetta è una richiesta legittima prevista nell’art 29 comma 6 del Testo Unico del Vino e non scalfisce assolutamente la territorialità del nostro Montepulciano”, dice in una nota l’assessore regionale al Turismo Mauro Febbo, che due legislature fa guidava l’Agricoltura e condusse in prima persona la “battaglia” con la Toscana.

“Ricordo che il protocollo firmato nel 2012 ha blindato il nostro Montepulciano. Il documento è stato sottoscritto dal Ministero delle Politiche Agricole, allora ministro Catania, la Regione Abruzzo, la Regione Toscana, dal Consorzio di Tutela vini d’Abruzzo e Consorzio tutela vino nobile dove veniva riconosciuta la corretta informazione sulle due denominazioni legate alla menzione del Montepulciano”.

“Ancora oggi – chiosa Febbo – quel protocollo rimane imprenscindibile e intoccabile per tutelare il nostro Montepulciano che ha già in etichetta il proprio riconoscimento territoriale”.