ARTE: ALLO SCALCO DELL’AQUILA MOSTRA DI PITTURA DI FRANCESCA CAROTA


L’AQUILA – “Tra pietre e nuvole” è il titolo della mostra di pittura di Francesca Carota che si inaugura domani, giovedì 5 maggio all’Aquila, dalle ore 16,00 in Piazza San Pietro, presso il ristorante Lo Scalco, dove resterà allestita fino al 16 giugno.

Aquilana classe 1974, Carota lavora come neurolinguista in Olanda. Accanto all’attività scientifica, scrive e illustra blog e video per la divulgazione scientifica.

Disegna e dipinge in modo spontaneo fin da bambina. A scuola si appassiona all’uso delle tecniche a china e ad acquerello, che tuttora adopera. In seguito a dolorose scomparse, la pittura diventa uno strumento di espressione e un’esperienza di conoscenza e trasformazione del sé, coltivata nel privato. In seguito, nella diversità ambientale e culturale di città come Pisa, Lione, Londra e Berlino, in cui ha vissuto per diversi anni, trova una fonte di inesauribile stimolo entrando in contatto con artisti e maestri d’arte. Segue corsi di disegno in Francia e di pittura ad olio (Art Academy London; premier coup con D. Keiser, USA). Anche grazie ai frequenti viaggi fuori dall’Europa, amplia la panoramica sull’arte contemporanea internazionale, interagendo con comunità di artisti locali, e diventa attiva nell’urban sketching.

A Cambridge, dove vive dal 2010 al 2017, e nella campagna inglese circostante, dipingere diventa un bisogno insopprimibile per ricercare costantemente l’equilibrio tra spazio e forme, luce e orizzonti, e definire l’identità nelle similarità e differenze con le proprie radici. Partecipa alla vita artistica, avendo come mentore la pittrice Jo Tunmer, esponendo in mostre personali nel 2015, con grande successo di pubblico: “Fresh impactful style with new perspectives. Contrasting lights and shadows, architectures and skies, the artistic gestures create a powerful sense of movement on the canvas”. È invitata a esporre in mostre con gli artisti Colin Wiles, Peter Harrison, e con Mark Evans e Il Woodyard Group. Partecipa ai Cambridge Open Studios 2015 e 2016 e al Luxembourg art Prize nell’edizione 2019-2021.

Il rapporto tra gli elementi architettonici e il paesaggio sono fonti di ispirazione per urban landscaping, spesso en plein air. La moltiplicazione dei punti di vista, dapprima istintiva, poi ritrovata e ispiratale da David Hockney, conferisce spesso ai suoi paesaggi un senso di movimento e dinamismo. Talvolta indulge nell’intimità di una natura morta per trattenere il calore di casa attraverso la valenza cromatica e i contrasti di luce di semplici oggetti.

Ha sempre conservato un profondo legame con le sue radici, e la pittura rappresenta un mezzo di dialogo di assoluta intensità con i luoghi di origine e di incessante ritorno: la città di L’Aquila, la montagna aquilana e l’Abruzzo, che si riflettono nei paesaggi di montagna, di campagna e urbani.

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