“CANTARE IL PAESAGGIO”, A FONTECCHIO UN LABORATORIO TRA ARTE, CANTO E NATURA


FONTECCHIO – Inizia stasera la prima edizione del laboratorio esperienziale “Cantare il paesaggio – camminare e raccogliere suono”, parte integrante del programma “Estate a Fontecchio 2020”, curato da Anna Maria Civico, attrice, cantante e musicoterapeuta attiva a livello nazionale e impegnata in numerosi progetti in cui l’arte diventa strumento di integrazione sociale e trasformazione degli individui.

L’attività, nel pieno rispetto delle normative anti-covid, prevede la formula residenziale con accoglienza presso le case vacanza “Alle Vecchie Querce” gestite da Giorgio e Stefania nel borgo di San Pio di Fontecchio.

Il programma si svolgerà principalmente all’aperto, su tre giornate e si concluderà domenica 26 luglio all’ora di pranzo.

Ben tredici partecipanti da diverse regioni d’Italia hanno aderito a questa proposta che si concentra su aspetti di ascolto e ricerca, sperimentazione e composizione affiancati alla pratica di un canto di tradizione orale che richiede l’attivazione della voce naturale.

Sono previste camminate alla scoperta di luoghi incontaminati e di spazi urbani in armonia con la natura. Inoltre, grazie alla disponibilità della Cooperativa di comunità “Le Fonti” di Fontecchio, la formatrice e i partecipanti potranno usufruire in questi giorni della sede della cooperativa.

Il paesaggio sonoro del Parco Sirente Velino si rifletterà nello spazio interiore, fisico e sentimentale di persone curiose e desiderose di lasciarsi affascinare dai suoni e dai colori della natura che possono diventare materiale di sviluppo del proprio fare musica e del proprio stile di comunicazione con gli altri e le altre.

Stefania di “Alle Vecchie Querce” dice che: “Nonostante tutte le difficoltà di questo strano periodo, abbiamo fortemente voluto portare avanti questo progetto che ci ricorda come l’arte abbia sempre il diritto di esistere ed evoca il concetto di Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto. Il simbolo del Terzo Paradiso è una riconfigurazione del segno matematico d’infinito, che possiamo ammirare anche a Fontecchio nel giardino del convento di San Francesco. Tra i due cerchi contigui, assunti a significato dei due poli opposti di natura e artificio, viene inserito un terzo cerchio centrale, a rappresentare il grembo generativo di una nuova umanità, ideale superamento del conflitto distruttivo in cui natura e artificio si ritrovano nell’attuale società. È emozionante dare vita a relazioni e nuove reti che si inseriscono in questo processo di sviluppo culturale e artistico della nostra piccola comunità”.

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