FUTURI REPORTER E UNIVERSITÀ DELL’AQUILA RACCONTANO LA MONTAGNA ABRUZZESE


L’AQUILA – La sede Abruzzo del Centro Sperimentale di Cinematografia e l’Università degli studi di L’Aquila-Dipartimento di Scienze Umane hanno siglato una convenzione che vedrà collaborare gli studenti e i docenti delle due istituzioni per il progetto di ricerca dal titolo “Almeno seicento metri sopra al mare: la montagna abruzzese”.

A partire da precedenti indagini svolte sul territorio abruzzese, e in considerazione dell’attuale situazione emergenziale determinata dalla diffusione del Covid-19, l’indagine si propone di approfondire e aggiornare la conoscenza della montagna abruzzese, con particolare riferimento alle zone del Parco regionale del Sirente-Velino, attraverso un consistente e capillare lavoro sul campo condotto in sinergia, finalizzato a coniugare gli strumenti della ricerca scientifica con quelli della comunicazione fotografica, audio e video.

L’approfondimento della conoscenza della montagna abruzzese, già avviato dal Laboratorio Cartolab dell’Università dell’Aquila guidato dalla professoressa Lina Calandra, mira a rispondere alla domanda di ricerca: “Cosa succede oggi nella montagna abruzzese?”, ossia “Quali dinamiche socio territoriali caratterizzano oggi la montagna abruzzese?”.

A tal fine, l’azione più caratterizzante dell’indagine è rappresentata sicuramente dall’attività sul campo finalizzata a raccogliere, soprattutto tramite interviste faccia-a-faccia, dati e informazioni per l’analisi scientifica e, contestualmente, a raccogliere materiali e documentazione per la realizzazione di produzioni fotografiche, radiofoniche e audiovisive utili alla diffusione e alla comunicazione degli esiti della ricerca al pubblico regionale e nazionale, ma anche a stimolare il dibattito pubblico sul tema della montagna, sulla sua valorizzazione, sull’importanza di conoscerla e comprenderla al di là degli stereotipi e dei luoghi comuni che spesso l’accompagnano. I focus delle interviste agli operatori economici, sociali e ai cittadini, graviteranno su alcuni macro temi: la vita in montagna, tra passato e futuro, le attività della montagna nell’emergenza pandemica e l’impatto del Covid 19, la sicurezza della montagna/la sicurezza in montagna: il ruolo degli operatori deputati al controllo del territorio e dei soccorritori, pratiche di utilizzo e appropriazione delle risorse della montagna tra legale e illegale.

L’attività si svolgerà sul campo nel corso del 2021 e, se tutte le condizioni legate all’emergenza pandemica lo consentiranno, l’obiettivo è di presentare al pubblico i risultati della ricerca, con l’allestimento di una mostra fotografica e la divulgazione dei risultati dell’indagine.

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