“HERMANOS”, MISERIA, IMMIGRAZIONE E INTEGRAZIONE NEL NUOVO SPETTACOLO DEL TSA


L’AQUILA – A L’Aquila, in attesa della Perdonanza Celestiniana, tra le forti mura di Palazzo Ciolina, sede del Teatro Stabile d’Abruzzo, sono iniziate le prove a tavolino della nuova produzione del Tsa, in collaborazione con il Teatro del Sangro, Hermanos-fratelli, testo e regia di Giuliano Bonanni e Stefano Angelucci Marino, con Chiara Donada, Rossella Gesini, Giuliano Bonanni e Stefano Angelucci Marino, maschere Stefano Perocco di Meduna, burattini Brina Babini, scenografia Filippo Iezzi.

Lo spettacolo, che sarà prima in tournée in America Latina per poi debuttare nel prestigioso Teatro Nuovo Giovanni da Udine, racconta la storia di due fratelli friulani emigrati in Argentina attraverso sei giornate, dal 1951 al 1956, corrispondenti ai sei “capitoli” della messa in scena: Rita, Vincenzo, Duilio, Papà Mario, Mamma Anita, Rita.

Capitoli apparentemente slegati tra di loro, privi di rapporti di interconnessione temporale e di causa-effetto: perciò lo spettatore è costretto a “ricostruire” tutto ciò che non gli viene mostrato, assumendo un ruolo non passivo.

Il fascino di questo procedimento drammaturgico ed espressivo conduce il lavoro in una dimensione astratta e al tempo stesso completamente immersa nell’oceano delle sensazioni, dei sentimenti, della sofferenza.

Il dramma che viene messo in scena è quello dell’emigrazione, della miseria, della difficile integrazione sociale, ma è anche un dramma d’amore: un amore che consuma, divora, distrugge chi lo vive fino in fondo.
Vincenzo e Rita sono uniti da un legame ossessivo, folle, totalizzante, indicibile e indescrivibile, caratterizzato da possessività perversa, dedizione incondizionata e ricattatoria.

L’impossibilità di realizzare nella prassi un simile sentimento conduce la struttura drammaturgica dello spettacolo non soltanto verso i canoni del melodramma, ma verso un vero e proprio ribaltamento degli schemi narrativi tradizionali.