I SEGRETI DELLA MAIELLA TRA PAROLE E IMMAGINI NEL NUOVO LIBRO DI CARSA


SULMONA – “Una vasta area montuosa dell’Appennino Centrale, di circa 740 chilometri quadrati. Una montagna compatta, articolata in cime e valloni; dolce e sinuosa verso occidente; scoscesa e aspra verso oriente. Boschi ricchi d’acqua caratterizzano l’ampia depressione tettonica di Caramanico, che separa ad est il dolce profilo arrotondato della Maiella dall’impervia ripida pendenza del Morrone, ad ovest”.

Così il presidente del Parco nazionale della Maiella Lucio Zazzara descrive la “Maiella. Montagna madre” nel libro di Carsa edizioni, quarto della collana Heritage/Patrimon’, che racchiude testi di 26 autori e scatti di oltre 40 fotografi, con traduzione in inglese di Angela Arnone.

Presentato oggi a Sulmona, nell’Abbazia Santo Spirito al Morrone che ospita la sede del Parco, il volume svela la straordinaria capacità di adattamento dell’uomo alla natura in una terra ricca di sorprese e di bellezza e di modificazioni nel corso dei secoli, testimoniate dalla presenza di numerose grotte.

Intervenuti accanto a Zazzara alla presentazione, coordinati dal direttore editoriale di Carsa, Oscar Buonamano, il presidente Carsa Roberto Di Vincenzo ha sottolineato uno degli obiettivi della collana Heritage/Patrimoni, quello di “costruire destinazioni”; e il giornalista Carlo Cambi, tra gli autori, ha rilevato come il volume, “libro proustiano” al pari degli altri della collana, aiuti a scoprire “l’inconsuetudine del consueto”.

Come fa, ad esempio, il capitolo “Parco Nazionale della Maiella, tra uomo e natura” – Luciano Di Martino con Simone Angelucci, Antonio Antonucci, Marco Carafa, Marco Di Santo, John Forcone, Elena Liberatoscioli, Giuseppe Maurizio Monaco – dove si parla di flora, fauna e delle tante attività del Parco, ricordando la presenza di due giardini botanici – il “Michele Tenore” a Lama dei Peligni (Chieti) e il “Daniela Brescia” a Sant’Eufemia a Maiella (Pescara) – di una banca dei semi (Maiella Seed Bank) per le attività di raccolta, studio e conservazione dei semi delle specie selvatiche al fine di tutelare i taxa minacciati archiviandone il patrimonio genetico; nonché di un vivaio per la riproduzione delle specie vegetali autoctone e di un erbario (Herbarium Magellense) per lo studio della flora.

Suggestivi e densi di spunti di approfondimento tutti gli interventi: Franco Farinelli “La necessità del mito”; Aurelio Manzi “Il paesaggio agrario”; Elsa Flacco e Lucio Taraborrelli “La prima Italia”; Edoardo Micati “Gli Eremi e Celestino V e Pietre, pastori e briganti”; Ezio Burri “Le grotte tra morfologia e stagioni dell’uomo”; Alessandro D’Ascanio “Un’epopea industriale durata un secolo”; Roberto Di Paolo, Antonella Salomone, Gabriele La Rovere, Dino Di Cecco, Aurelio D’Urbano, Mariano Spera, per il Graim – Gruppo di Ricerca di Archeologia Industriale “Le miniere abbandonate della Maiella”; Adriano Ghisetti Giavarina “L’architettura come costruzione della cultura di un territorio”; Carlo Cambi “Tra Mila e la natura. L’origine del sublime”; Gino Cervi “Blockhaus 1967: l’epifania di Eddy Merckx”; Paolo Di Paolo “Montagna magica”; Lucio Zazzara “Proteo e Sisifo”.

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