LA MUSICA DEI PINK FLOYD IN PIAZZA ALL’AQUILA CON L’OPERA ROCK DI MICHA VAN HOECKE


L’AQUILA – Mentre si ricorda quel “gigantesco balzo per l’umanità” con cui 50 anni fa l’uomo fece i primi passi sulla luna, il coreografo Micha van Hoecke ci trasporta invece, a passi di danza, nel “mondo della luna”, in quella luna interiore che da sempre è associata all’interiorità dell’essere umano, alla sua anima, alla sua immaginazione. E talvolta anche alla sua follia.

Dopo lo strepitoso successo di pubblico e critica in occasione della prima mondiale tenutasi recentemente al Ravenna Festival, con spettatori in visibilio e applausi a scena aperta, è in corso la tournée di Shine Pink Floyd Moon, opera rock di Micha van Hoecke creata sulle canzoni della leggendaria band inglese – eseguite, per l’occasione, dal vivo dai Pink Floyd Legend – che è attesa il 24 agosto a L’Aquila in Piazza Duomo nell’ambito della “725 esima Perdonanza Celestiana – il primo giubileo della storia”.

È la musica dei Pink Floyd, dunque, ad aver ispirato questo lavoro monumentale al celebre coreografo/regista russo-belga.

Non solo queste indimenticabili canzoni senza tempo, ponte tra rock e musica classica, sono la colonna sonora dei suoi anni giovanili, ma si tratta di “una musica che ha un’anima e che, nell’immaginario collettivo, è legata alla giovinezza interiore di tutti noi”, sottolinea Micha.

Punto di partenza nella creazione di Shine Pink Floyd Moon è il celeberrimo brano Shine on You Crazy Diamond in cui i quattro Pink Floyd – al secolo Roger Waters, Nick Mason, Richard Wright e David Gilmour – rendevano omaggio al loro compagno Syd Barrett che si era perso nelle regioni sconosciute della “luna”, intesa come malattia mentale.

In Shine Pink Floyd Moon, Syd è interpretato da Denys Ganio, già étoile del Balletto di Marsiglia e interprete dal famoso Pink Floyd Ballet di Roland Petit, balletto cult che debuttò nel 1973, in piena epoca pop, con la band inglese che suonava dal vivo.

Un filo sottile lega il passato al presente.

Non a caso, Syd/Ganio ha un alter ego giovane e guizzante, il ballerino Mattia Tortora, affiancato dai solisti e corpo di ballo Compagnia Daniele Cipriani, mentre il sound psichedelico – ipnotico, in qualche maniera astrale – e le liriche ammalianti dei Pink Floyd sono oggi interpretate (sempre dal vivo) dall’odierna e acclamata band italiana Pink Floyd Legend (direttore musicale Fabio Castaldi).

Musicisti, vocalist, ballerini intrecciano sapientemente le loro arti in palcoscenico sicché lo spettatore ha realmente l’impressione (prendendo in prestito una massima di Micha van Hoecke) che “il canto è una danza che si sente e la danza è un canto che si vede”.

L’interazione tra gli artisti in scena è totale.

A mezzo secolo dall’allunaggio “fisico”, dunque, un sapiente gioco di luci, laser e videoproiezioni trasforma lo spazio scenico di Shine Pink Floyd Moon in una surreale luna abitata da personaggi come il “doppio” di Syd, una specie di Pierrot Lunaire, l’essere crepuscolare che catturò la fantasia di Arnold Schönberg.

Visioni oniriche che s’incrociano per creare mondi siderali, eppure molto vicini… perché dentro di noi.

Shine è davvero un viaggio nel mondo della luna interiore dell’essere umano: non solo (o forse non più) luogo di follia e senno smarrito, bensì simbolo della poesia, della fantasia, della vita stessa.

“È la mia autobiografia che racconta anche la vita di ogni uomo”, spiega in una nota Micha van Hoecke, regista oltreché coreografo di Shine Pink Floyd Moon “la storia delle nostre vite che procedono a cicli, con un movimento circolare come quello della musica e della danza delle stelle, della rotazione della luna: un moto scandito da un continuo processo di nascita-morte-rinascita”.

E aggiunge: “La vita non è altro che la stoffa dei sogni di cui scriveva Shakespeare, una stoffa che viene continuamente ordita, tramata, disfatta e ritessuta. Shine è un lavoro intriso di speranza, in cui la fantasia diventa l’arma per combattere il materialismo che imperversa, il potere e le brame che incombono oggi”.

Shine Pink Floyd Moon, con un cast complessivo di una trentina di componenti, è prodotto da Daniele Cipriani Entertainment e Menti Associate di Gilda Petronelli, in coproduzione con Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi.

Dopo lo spettacolo a L’Aquila, quest’opera rock lunare è attesa il 5 settembre al Teatro Romano di Verona, il 7 settembre all’Arena Sferisterio di Macerata per proseguire, a partire da novembre, con la stagione 2019/2020 nei maggiori teatri italiani (tra cui il Teatro Olimpico, Roma 3-8 marzo 2020, per le “Giornate della Danza” dell’Accademia Filarmonica Romana).