LA PICCOLA BIBLIOTECA MARSICANA E LE ETICHETTE STORICHE DEI PRODOTTI GASTRONOMICI ABRUZZESI

alessio piccola biblioteca marsicana

AVEZZANO – Si entra in un mondo magico, semplicemente voltando l’angolo di una delle principali arterie di Avezzano (L’Aquila), Via Roma. Si ferma il caos, il traffico, i rumori scompaiono in lontananza e una musica perfetta ruba i pensieri negativi e li discioglie, improvvisamente, mentre si salgono le scale. La Piccola Biblioteca Marsicana si colloca all’interno del Laboratorio Artigiano Ennio Gentile e qui, sul serio, sembra di stare in un altro mondo, in un altro tempo. Eppure, insieme e in maniera perfetta, stare anche nel nostro.

“La musica viene dal filofono”, spiega Alessio De Stefano a Virtù Quotidiane, “lo abbiamo costruito in maniera completamente artigianale: si inserisce lo smartphone al suo interno, nell’alloggiamento ricavato nel legno, e il filofono diffonde e amplifica la musica. Lo abbiamo portato a Milano, al Fuorisalone, vincendo anche un premio per la sostenibilità sempre per il comune di Milano, e un esemplare è arrivato persino a Osaka, in Giappone, all’Istituto Italiano di Cultura”.

Ogni filofono qui realizzato è dunque un pezzo unico di artigianato “made in Abruzzo”, la forma riprende quella degli altoparlanti e dei grammofoni di una volta e la sottigliezza del legno e la pittura ad acqua (stesa rigorosamente  a mano) permettono una risonanza ottimale, oltre a rendere l’oggetto leggerissimo e rispettoso dell’ambiente.

Alessio all’interno del laboratorio – in cui ci si occupa appunto di artigianato e di restauro – ha installato la biblioteca: un libro, così come un oggetto recuperato al quale si dona nuova vita, racconta una storia. E così, il progetto ambizioso e riuscito della Piccola Biblioteca Marsicana trova qui la sua collocazione ideale, quasi naturale, e racconta la storia della Marsica attraverso libri, fotografie, incisioni, disegni, mappe e documenti.

Il contesto è incredibile, anche perché questo posto, così concreto, cartaceo, tangibile, si coniuga alla perfezione con l’attività digitale: Alessio si occupa di comunicazione multimediale e design web, progettazione per internet a 360 gradi, insomma. E la sua biblioteca si colloca in questa preziosa terra di mezzo. Attraverso il sito ufficiale e sugli account social di Facebook e Instagram, la piccola biblioteca mette infatti a disposizione di tutti gli utenti pagine, immagini e curiosità provenienti dalla raccolta stessa e dagli archivi online.

Perché la biblioteca è un vero e proprio archivio – fisico e digitale – dei libri e dei materiali raccolti attraverso ricerche e donazioni. “C’era qui in laboratorio una vecchia credenzina da restaurare, con il simbolo dell’Iris Marsica, specie endemica preziosa di questi ambienti montani. Abbiamo raccolto libri per tutto il 2019. Poi con la pandemia”, racconta Alessio, “ho avuto il tempo di progettare il sito e, cercando immagini a corredo che fossero  belle da inserire, mi sono accorto che negli archivi digitali italiani ed europei c’era un sacco di materiale che non era stato resa fruibile, raccontato, catalogato in un certo modo”.

Da qui la sua idea di sistemare quel che riguarda la Marsica e l’Abruzzo in un unico posto così da poter dare la possibilità a chi fa ricerca di trovare tutto agevolmente. Ad oggi già tre studentesse hanno consultato gli archivi della biblioteca per le loro tesi di laurea.

“Mi piace che la biblioteca sia un progetto collettivo, in un certo senso”, prosegue ancora Alessio, “fare uscire i libri e farli conoscere è difficile, soprattutto quando la bibliografia è molto ridotta. Collettivamente si può fare tanto, ho visto fortunatamente interesse intorno alla biblioteca e questo è bello e importante: Avezzano è diversa dai paesi che la circondano, che hanno un’altra dimensione identitaria. Dovremmo capirla meglio la nostra identità, studiarla, appassionarci e riscoprirla, anche laddove non è facile”.

Alessio aggiorna costantemente il sito attraverso ricerche attente e puntuali, sempre interessanti. L’ultimo articolo sul sito, ad esempio, riporta le testimonianze storiche dei marchi abruzzesi, in particolare prodotti gastronomici d’eccellenza, liquori, artigianato e anche tecnologia, che si possono ritrovare nell’Archivio di Stato.

“Nell’Archivio centrale dello Stato è conservata la storia imprenditoriale dell’Abruzzo ed è una storia interessantissima”, sottolinea Alessio. Grazie a un importante lavoro di catalogazione e digitalizzazione, si ha la possibilità di riscoprire l’identità del territorio anche attraverso questi marchi che hanno saputo mantenere nel tempo una riconoscibilità, con le splendide grafiche delle etichette, rigorosamente artigianali.

“Il torrone Nurzia, per esempio, ha mantenuto intatta la stessa identità grafica, così come il parrozzo D’Amico, che è ancora identico. Tutto ciò diventa un patrimonio dalla valenza unica, sia da un punto di vista di impatto grafico, perché vuol dire che funziona ancora adesso a distanza di un secolo, ma anche a livello di identità, perché ci possiamo rapportare con tutto questo e ricavarne informazioni importanti: la storia non è solo l’edificio antico, anche un torrone fa la storia, una storia imprenditoriale, un prodotto anche industriale può diventare ed è diventato tradizione, fa parte della nostra storia e insieme della nostra cultura”.

Alessio ha dunque ritagliato le immagini dell’Archivio di Stato – visibili sul sito, tutte con didascalia, informazioni e riferimenti – concentrandosi sulle etichette dei marchi e portando alla luce l’aspetto fondamentale dell’imprenditoria abruzzese, fortemente legata all’identità del territorio.

Con il progetto della Piccola Biblioteca Marsica la conoscenza e, allo stesso tempo, la divulgazione della storia e della letteratura marsicana diventa molto più semplice e insieme accattivante, alla portata di tutti, fruibile in digitale o in cartaceo. Una piccola perla in mezzo al caos. Una biblioteca custode della memoria collettiva e allo stesso tempo soggetto attivo della vita culturale locale, che fornisce sempre nuovi spunti di riflessioni e genera nuova curiosità.

LE FOTO

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