LA RICCA CANTINA DI VINI E LIQUORI DI D’ANNUNZIO NEL LIBRO DI DI CARLO E BONACINI


PESCARA – Le 295 bottiglie della cantina di Gabriele D’Annunzio raccontate in un libro, il primo che parla del rapporto complicato tra il Vate e il vino. Porta la firma di Enrico Di Carlo e Luca Bonacini: Il brindisi del poeta astemio con la postfazione di Andrea Grignaffini, edito da Verdone editore, esplora le abitudini enologiche del Vate.

Un volume che nasce dallo studio delle opere del poeta, in cui parla spesso di vino così fa come nei carteggi intrattenuti con amici, politici e amanti.

Secondo lo studio e il lavoro di ricerca svolto per l’elaborazione del libro – rivela un articolo del Gambero Rosso – il celebre poeta amava il vino e lo Champagne, che conosceva e apprezzava in occasioni private e mondane, magari in compagnia di qualche donna. Non si ha certezza del fatto che D’Annunzio li abbia bevuti, ma sicuramente conosceva bene i vini, tanto da decantarli, contestualizzarli, storicizzarli e renderli protagonisti di famose pagine letterarie. Lo scrittore traccia una specie di cartina geografica del vino e dei principali vitigni distribuiti lungo l’intera Penisola. Nella sua cantina si contano 295 bottiglie 12 regioni italiane, il meglio della produzione enologica del tempo, con costi che anche allora erano proibitivi. Si va dal Moscato al Soave, dal Barolo al Chianti, ma anche Capri Bianco, Vernaccia di Corniglia, Nepente d’Oliena e l’immancabile Montepulciano del suo Abruzzo.

La consultazione dei menu storici delle cene a cui partecipò e la lettura attenta dell’inventario della cantina del Vittoriale hanno permesso di scoprire che fu un raffinato conoscitore di vini e di liquori. D’Annunzio custodiva un giacimento di etichette importanti, che aprono molti dubbi sul fatto che il poeta abruzzese fosse astemio, come si proclamava.

Il libro è suddiviso in 10 capitoli, equamente distribuiti tra i due autori. Le parole di Enrico Di Carlo riempiono le prime pagine con la parte più letteraria, dove si parla dei vari carteggi e opere sull’argomento. Prosegue la narrazione Luca Bonacini, che entra nel vivo della descrizione dei Calici dannunziani, fra Italia e Francia, e di ognuno viene stilato un profilo organolettico e storico, si parla delle aziende con tanto di foto delle etichette.

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