“L’ABRUZZO SULLA PELLE”, A CASTIGLIONE MESSER RAIMONDO LE OPERE DI PASQUALE RICCI


CASTIGLIONE MESSER RAIMONDO – Si intitola “L’Abruzzo sulla Pelle” la prima mostra personale di Pasquale Ricci a cura di Evelina Frisa allestita nella sala del Consiglio del Palazzo Comunale di Castiglione Messer Raimondo (Teramo), paese d’origine dell’artista.

La mostra sarà visitabile dall’1 all’8 agosto 2021 (dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20) a ingresso libero. Il vernissage è in programma per il primo agosto alle 18. Il ricavato dalle vendite del catalogo verrà devoluto al Centro regionale di Fibrosi Cistica dell’Ospedale San Liberatore di Atri.

“La mostra d’arte contemporanea ‘L’Abruzzo sulla pelle’ – come si legge nelle note di presentazione del catalogo a firma della curatrice, Evelina Frisa – è una esposizione di 16 opere per raccontare località abruzzesi uniche per bellezza, arte e cultura. Impossibile non notare, guardandole, l’attaccamento autentico dell’artista alla propria terra d’origine. Una dichiarazione d’amore a una regione ricca di fascino e ancora poco conosciuta, espressa attraverso opere senza tempo che raccontano aneddoti, storie, simboli. Ci sono omaggi all’architettura con i rosoni di basiliche meravigliose, all’arte orafa con la presentosa e il tipico cuore a punta, all’arte del ricamo con il tombolo, ma anche all’archeologia con i ritrovamenti che ci sono stati in alcuni siti del territorio regionale. Un legame così forte che viene impresso sulla pelle. L’artista, esattamente come si fa con i tatuaggi per rendere indelebile un ricordo, un momento o una emozione, tatua sui corpi da lui forgiati elementi legati all’Abruzzo. Ed è così che da una spalla si può scorgere il profilo di un paese suggestivo con la sua storia e le sue leggende come Roccascalegna, o su un volto si può trovare un caratteristico gioiello della tradizione”.

“Naturale per l’artista l’omaggio al suo paese d’origine, Castiglione Messer Raimondo, in provincia di Teramo, raccontato con il riferimento all’Artemide persiana, la statuetta rinvenuta nel tempio italico della frazione di Colle San Giorgio, conservata nel Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo a Chieti. Non manca un riferimento alla natura. Ed è proprio uno dei simboli di questa terra, l’orso, che arricchisce la mostra. Questo mammifero, affascinante e imponente, si presenta con i colori dell’Abruzzo e come tutte le opere esposte, parla di questa regione. Esprime amore e attaccamento e lo fa attraverso la sua pelle”.

“Sono particolarmente emozionato per questa mostra – dice in una nota Pasquale Ricci – dopo numerose collettive in Italia e all’estero, ho deciso di esporre nel mio paese. Ho voluto coinvolgere i professionisti del mio territorio per realizzarla e li ringrazio per l’impegno e la passione messa in campo, dalla curatrice Evelina Frisa al fotografo Antonio Angelozzi, ma anche Alessandra Falone per la grafica e tutti coloro che a vario titolo hanno contribuito alla realizzazione delle opere. Un ringraziamento particolare va al sindaco Vincenzo D’Ercole e all’amministrazione comunale tutta per aver accolto con favore la proposta di questa mostra che sarà visitabile in uno dei periodi dell’anno più cari per i castiglionesi, le festività in onore di San Donato Martire”.

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