L’AQUILA E L’ANTINORI, A COLACCHI LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO SULLA STORIA D’ABRUZZO DALL’ANTICHITÀ AL SETTECENTO


L’AQUILA – Venerdì 19 novembre alle ore 17,30, presso la Libreria Colacchi all’Aquila, verrà presentato il volume Memorie istoriche delle tre provincie degli Abbruzzi di Antonio Lodovico Antinori. Parleranno del libro e della figura dell’autore il prof. Giorgio Tentarelli, storico, e la prof.ssa Rosina Quaranta, direttrice editoriale di RiccardoCondòEditore.

I quattro tomi dell’opera, pubblicata a Napoli da Giuseppe Campo nel 1781, sono stati riuniti in un unico volume di grande formato di 780 pagine, in un’edizione integrale che mantiene intatto l’imponente apparato di note e di riferimenti bibliografici.

Il testo, fondamentale per la storia dell’Abruzzo e per l’intero Regno di Napoli, spazia dall’antichità più remota fino al Settecento e costituisce una fonte inesauribile di notizie per tutti i centri, anche i più piccoli, del territorio degli Abruzzi.

Antinori lavorò a quest’impresa nell’arco di tutta la sua vita, raccogliendo un’enorme mole di materiale e riuscendo a inserire nel flusso della grande storia le vicende di tutti i piccoli comuni abruzzesi, con una meticolosa attenzione alla toponomastica, ai monumenti, alle più importanti emergenze architettoniche e agli eventi naturali, come i terremoti, che nei secoli hanno martoriato gli Abruzzi.

Uomo di lettere e di scienze, affrontò con atteggiamento laico una vera e propria lotta alle superstizioni e ai racconti degli accadimenti miracolosi che circolavano nelle cronache dell’epoca e non si sottrasse mai alle polemiche con gli altri storici che si erano occupati dell’Abruzzo.

Antonio Lodovico Antinori (L’Aquila, 24 agosto 1704 – L’Aquila 1° marzo 1778) fu uno storico, epigrafista ed ecclesiastico. Trascorse gli anni della gioventù a Napoli, città nella quale studiò sotto l’egida di Celestino Galiani, per poi tornare nella sua città natale dove si dedicò agli studi e alle ricerche storiche, in particolare sugli Abruzzi.

Il Muratori ebbe modo di apprezzarne il lavoro e inserì alcuni suoi scritti e una sua storia dell’Aquila nelle Antiquitates Italicae Medii Aevi, VI, Mediolani 1742, e una raccolta di iscrizioni inedite nel Novus thesaurus veterum inscriptionum, sempre nel 1742. In quegli anni, terminato il suo ritiro spirituale presso l’Oratorio di San Filippo Neri, ricevette da Papa Benedetto XIV l’incarico di responsabile della Biblioteca dell’Istituto delle Scienze di Bologna. Purtroppo, a causa di motivi di salute dovette rinunciarvi. Nel 1745 divenne Arcivescovo di Lanciano e, successivamente, di Matera e Acerenza. La sua salute cagionevole lo spinse nel 1757 a ritirarsi a vita privata e a rientrare a L’Aquila, dove si dedicò a tempo pieno agli studi. Morì nella sua città natale nel marzo del 1778. I suoi manoscritti sono conservati presso la Biblioteca Provinciale dell’Aquila e sono organizzati in cinquantuno volumi in folio.

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