“LE COSMICOMICHE”, APERITIVO UMORISTICO ALL’AQUILA DAI RACCONTI DI CALVINO


L’AQUILA – Un “aperitivo fantascientifico umoristico” accompagnato dalla lettura di alcuni brani tratti da Le Cosmicomiche di Italo Calvino e da una little-conference scientifica sulle teorie che riguardano l’evoluzione del cosmo e dell’universo, sorseggiando un buon calice di vino rosso.

Con gli attori Domenico Galasso, Antonia Renzella, Alessandro Coccoli.

È in programma domani, venerdì 25 settembre all’Aquile, nella prestigiosa cornice del cortile di Palazzo Cricchi-Romani in Corso Vittorio Emanuele II, 158.

La little-conference è a a cura dell’Università degli studi dell’Aquila con il prof Luigi Pilo e Davide Ferella.

Ambient Sound Space Music a cura di Ilaria Micari.

Turni di massimo 30 spettatori a replica, dalle ore 19,00 alle ore 22,00, su prenotazione al numero 328-5465712.

IL PROGRAMMA

Prima Cosmicomica ORE 19,00 TUTTO IN UN PUNTO

Il racconto parte dalla teoria del Big Bang avvenuto 13,7 miliardi di anni fa e parla di un nugolo d’insoliti personaggi costretti a una strana coabitazione: non esistendo ancora la materia i personaggi sono costretti in un unico punto, il punto iniziale della grande esplosione.

Seconda Cosmicomica ORE 20,00 GLI ANNI-LUCE

Affronta il problema della comunicazione tra due galassie lontane, ma il racconto diventa anche metafora dei rapporti interpersonali. Il protagonista Qfwfq si trova ad avere a che fare con uno strano dialogo, attraverso dei cartelli, con un interlocutore che si trova in un’altra galassia (a cui si aggiungono altri nel corso della storia). L’interattività degli scambi è però condizionata dai lunghi tempi di percorrenza della luce: ne nascono esilaranti equivoci che saranno destinati a rimanere tali per sempre dal momento che il destino di espansione dell’universo fa sì che il dialogo sia destinato a interrompersi nel momento in cui le due galassie si allontaneranno l’una dall’altra a velocità superiore a quella della luce.

Terzo Cosmicomica ORE 21,00 LA FORMA DELLO SPAZIO

Il presupposto scientifico è quello secondo cui lo spazio-tempo viene curvato in presenza di una massa più o meno grande. Nel racconto il protagonista Qfwfq spiega cosa voleva dire “cadere nel vuoto” quando non c’era la Terra né altro di solido su cui cadere e si cadeva così indefinitamente, per un tempo indefinito, viaggiando alla stessa velocità lungo linee parallele senza toccarsi mai insieme a Ursula H’x di cui era innamorato e il Tenente Fenimore. Sognando che le linee invisibili percorse da lui e da Ursula H’x prima o poi sarebbero diventate una sola linea.

Quarta Cosmicomica ORE 22,00 LA DISTANZA DELLA LUNA

La teoria è quella della recessione della Luna ipotizzata e sperimentata da Charles Darwin secondo cui la Luna si sta allontanando di circa 5,8 centimetri all’anno dalla Terra a causa delle maree e della rotazione terrestre. E lo spunto è l’ipotesi che la Luna fosse, in un’epoca remota, molto vicina alla Terra: lo scrittore immagina che in quell’epoca gli abitanti del nostro pianeta, “nelle notti di plenilunio basso basso e d’alta marea alta alta”, potessero facilmente salire sulla Luna e ridiscenderne. “Bastava andarci proprio sotto con la barca, appoggiarci una scala a pioli e montar su”. Qui una donna innamorata (l’umano) si identifica in un oggetto inanimato, la luna, amata da colui che lei ama, nel trasferimento totale, estremo in una doppia metamorfosi: quella della donna che si fa Luna, innervando di se stessa il satellite, e della Luna che si fa donna, acquisendo un’anima. Sono il desiderio, il sogno, le speranze umane che rendono luna la Luna.

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