MIMMO EMANUELE, UN NATALE PIÙ BELLO CON LA BOTTEGA IN PIAZZA SAN MARCO


L’AQUILA – Dopo alcuni mesi dall’apertura della sua bottega d’arte in pazza San Marco a L’Aquila, Mimmo Emanuele comincia a tracciare il profilo di un percorso che si sta piano, piano dipanando e che tende a completare il suo pluridecennale percorso artistico.

La pandemia, tuttora in corso, ha rallentato il processo, ma non l’ha fermato. Il termine bottega non è casuale, ma contiene già intrinsecamente un programma e un obiettivo. Altri artisti parlano, forse più propriamente, di studio d’arte o di laboratorio.

Lo studio presuppone momenti di concentrazione personale per approfondire le tematiche trattate e elaborare nuove filosofie artistiche. Laboratorio indica sperimentazione, ricerca di modalità nuove di espressione.

Queste due strutture, con le relative modalità di uso, non sono nuove perché Mimmo le ha praticate a lungo nello studio che continua comunque a tenere presso la sua abitazione. Bottega è invece una proiezione verso i secoli migliori dell’arte italiana, verso il Rinascimento, quando l’arte non restava al chiuso, ma era una parte importante della vita sociale e culturale italiana. Una bottega è una presenza attiva nell’ambito del tessuto urbano, è un luogo in cui si entra in qualunque momento della giornata, anche per spezzare la monotonia delle incombenze quotidiane.

È un momento di confronto, di riflessione, di formazione, possibilmente di arricchimento del proprio essere profondo. E non solo. Una bottega è un luogo dove si progetta l’arte, dove si pensano gli interventi nella città, nel territorio circostante e da dove ci si rapporta alle altre realtà italiane e non.

In questa iniziativa Mimmo Emanuele non è solo perché è affiancato dall’amico artista aquilano Antonio Zenadocchio con il quale era in atto già da tempo un sodalizio molto produttivo perché condividono gli scopi che l’arte oggi deve avere nell’ambito del tessuto sociale. Di fatto le iniziative della bottega sono decise e condotte insieme. Il bilancio di questi primi mesi è decisamente positivo, ma è solo l’inizio.

Ci sono stati oltre 2.500 visitatori e tra essi esperti, critici d’arte e di letteratura, artisti, politici, professionisti di ogni genere, semplici cittadini, tutti sempre ben accetti. Dalla bottega di piazza San Marco sono partite diverse iniziative che, compatibilmente con le prescrizioni per combattere la pandemia, hanno coinvolto anche molti bambini.

Ci sono state interviste e premiazioni, presentazione di un libro e altro ancora. Da alcuni giorni è in corso la raccolta di libri elaborati soprattutto da scrittori e poeti aquilani per fornire a questi autori, alcuni molto noti, altri a torto considerati minori, una vetrina per farsi conoscere al pubblico dei visitatori. Una bottega d’arte può essere anche un sogno collettivo a occhi aperti, un luogo mentale che batte in sintonia con la città.

È con questo spirito che Mimmo Emanuele e Antonio Zenadocchio augurano un buon Natale e un felice anno nuovo a tutti.

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