“ONGWANI”: LA MUSICA “DE-GENERE” DEI LITHIUM QUARTET ARRIVA SU EP


L’AQUILA – Nel ricco panorama musicale made in L’Aquila degli ultimi anni, i Lithium Quartet occupano sicuramente un posto di rilievo, per talento e originalità.

Dopo essersi messi in mostra negli ultimi anni grazie a una lunga serie di concerti, la band di Francois Ndajambaye (voce, chitarra), Carlo Carosi (basso), Simone Salvatori (sax) e Davide Colaiuda (batteria) ha inciso il suo primo EP, “Ongwani”.

Un titolo bizzarro, ma dal significato ben preciso. “La parola ‘Ongwani’ è una storpiatura di ‘quattro’ in lingua Masai. Il motivo di questo nome bizzarro è sia nel suo significato che nel suo significante; una parola scritta che con il suo suono rimandasse ad un mondo non scritto e con un’immensa storia alle spalle”, spiegano i componenti della band a Virtù Quotidiane.

L’EP, presentato lo scorso 22 dicembre al Poco loco di Paganica, disponibile in copia fisica e su tutte le piattaforme digitali, contiene i brani che hanno caratterizzato il percorso compiuto fin qui; sei canzoni che raccontano il mondo dei Lithium Quartet in tutti i suoi aspetti, la loro musica e le loro quattro personalità.

“L’EP nasce da una voglia di fissare su disco quelli che secondo noi sono i brani più significativi del nostro percorso e che rappresentano al meglio ciò che siamo: quattro ragazzi che suonano quattro strumenti diversi”.

Dal rock energico di “Symphaty for the buzz” all’atmosfera cupa di “Passeggiata sul lungomare in tempesta”, dalla giocosa storia della renna “Rudolph” all’immaginifica “Sahara”, l’album mostra a pieno tutto il talento dei quattro giovani musicisti aquilani, così ricercato e vario nello stile e nelle influenze da non poter definirsi con un genere musicale in particolare.

“Possiamo dire che la nostra musica sia ‘de-genere’. Tutto questo per ironizzare che un genere ben definito non lo abbiamo assolutamente, e non vogliamo averlo; spaziare nell’universo della musica è il nostro modo di scrivere e ascoltare. Ci piace molto variare nello stile e nei suoni, sia perché anche in uno stesso pezzo possiamo decidere di passare da tempi e armonie semplici ad intrecci musicali più articolati. Ogni brano esprime sè stesso, senza doversi necessariamente etichettare e limitarsi con un genere definito, libero da costrizioni”.

Per la produzione, i quattro si sono affidati alla Alti records di Luigi Tarquini e Federico Fontana, sempre attenta nel ricercare e valorizzare le tante realtà emergenti del capoluogo, per dare qualità e una nuova dimensione al proprio sound.

“La collaborazione con Luigi e Federico della Alti records è nata dal bisogno di avere un supporto che desse un’ulteriore prospettiva al nostro lavoro. Avevamo sentito parlare della Alti, avevano già collaborato con altri artisti emergenti locali; noi dopo 3 anni a suonare insieme e alcune demo registrate in modo grezzo ci eravamo decisi a fare un “salto di qualità”.

Ongwani rappresenta il coronamento di un percorso artistico nato qualche anno fa, quando l’amicizia e una passione comune per la musica si sono incontrati, per caso o per destino.

“Da tempo volevamo provare a suonare insieme, era già capitato un paio di volte, ma senza grande successo, e una sera Carlo e François, che avevano una già una band e in programma una serata, dopo aver ricevuto buca dal loro batterista, chiamano Davide e Simone per vederci tutti e quattro e suonare insieme. Ci vediamo in sala prove non sapendo neanche chi avrebbe suonato che cosa: iniziamo a cambiare formazioni fino a trovarne una che ci convince. La serata di cui sopra era un concerto all’ex asilo occupato del 23 dicembre 2015; da allora, ogni 23 dicembre festeggiamo il nostro compleanno”.

Oltre alla musica i quattro Lithium Quartet portano avanti la loro carriera universitaria, divisi tra L’Aquila, Bologna e Milano, per poi rituffarsi completamente nel progetto durante festività e periodi post-esami, con tanti obiettivi per il futuro.

“Dopo quello di ‘Rudolph’, stiamo pensando a un secondo videoclip, nostra grande passione. Sicuramente poi un progetto per il futuro è quello di portare la nostra musica fuori dall’Aquila e magari fuori dall’Abruzzo, per crescere confrontandoci con altre scene musicali”.

Il live di presentazione di “Ongwani” al PocoLoco

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