RIABITARE CON L’ARTE: ALLA SCOPERTA DEI LUOGHI DEL CUORE DI BARISCIANO CON IL FOTOGRAFO LEWIS DESOTO


BARISCIANO – Esplorare lo spazio, soffermarsi in un luogo, che irradia ricordi ed emozioni da raccontare. Fotografarlo con lo sguardo e il cuore di chi quel luogo lo ha fatto scoprire, in un percorso di condivisione di un’arte che ha come materie prime la luce e il tempo.

Questo il progetto che il fotografo californiano di fama internazionale Lewis deSoto ha illustrato ieri a Barisciano, in provincia dell’Aquila, per la nuova tappa di Riabitare con l’arte, progetto realizzato da Carsa e con il sostegno dell’Usrc, l’Ufficio speciale per la ricostruzione del Cratere, che fino ad ottobre avrà come teatro i comuni di Barisciano, Fontecchio, Fossa ed Ocre, sostenitori del progetto, Acciano, Fagnano Alto, Poggio Picenze, San Demetrio ne’ Vestini, Sant’Eusanio Forconese, Tione degli Abruzzi e Villa Sant’Angelo, con protagonisti affermati artisti internazionali multidisciplinari, provenienti da Costa Rica, Argentina, Stati Uniti, Perù, Spagna, Germania, Egitto e Iran.

Al fianco di Lewis deSoto, il sindaco di Barisciano, Fabrizio D’Alessandro, l’assessore comunale Roberta Pacifico, la direttrice artistica del progetto, Allison DeLauer, la coordinatrice Silvia Di Gregorio.

Ha partecipato all’incontro anche Louis Fantasia che presenterà oggi 5 settembre a Fontecchio, alle ore 18 il suo laboratorio teatrale su Shakespeare.

Già una decina i cittadini sono pronti a far parte del progetto di Lewis deSoto, che si baserà su una serie di immagini “witness”, create scattando molte fotografie dallo stesso punto di vista e poi collegate insieme.

Grazie all’utilizzo di uno speciale software, si potranno produrre immagini ad alta risoluzione nelle quali riconoscere, sulla base di specifiche coordinate gps, i luoghi e i testi ad essi associati. Sarà poi realizzata una pagina web per raccogliere tutto il materiale prodotto.

“E l’istinto che ti porta a scattare una determinata foto in un preciso momento, che ti indica il soggetto – ha detto Lewis Desoto -, accade qualcosa dentro di te che è difficile da spiegare. In questo caso non sarà un processo individuale, sarà importante entrare in relazione con le persone, la loro stretta collaborazione, dovranno essere loro infatti ad indicare un luogo che esprima un significato importante che susciti un ricordo, una emozione. Per ora, appena arrivato, mi sto godendo l’intensa bellezza di questa terra, così ricca di storia, dove il passato è presente, la splendida accoglienza che ho ricevuto”.

Lewis deSoto è nato nel 1954 a San Bernardino, in California, è noto per le sue installazioni, di scultura, fotografia e scrittura. Ha insegnato all’Otis art institute di Los Angeles, al Cornish college of the arts di Seattle, ed è stato direttore dei Graduate studies al California college of arts and crafts.

È professore emerito di arte presso la San Francisco state university. Il suo lavoro è stato esposto in Giappone, Europa e Stati Uniti, nelle collezioni del Seattle art museum, del San Diego museum of contemporary art, del Columbus museum of art, del Museum of modern art di New York, del Museum of contemporary art di Los Angeles e di altre numerose collezioni private.

“Accogliamo con gioia il secondo evento qui a Barisciano di Riabitare con l’arte – ha detto il sindaco D’Alessandro – dopo quello che ha avuto come protagoniste Michelle Wilson e Anne Beck. Questo progetto si conferma come un’idea vincente, che anima e promuove il nostro territorio, che incarna a pieno l’obiettivo di ricostruzione del tessuto sociale, oggi prioritario dopo che la ricostruzione materiale delle abitazioni danneggiate dal terremoto qui a Barisciano è in fase molto avanzata. Un progetto che fa da apripista a tanti altri, che potranno essere sostenuti con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

Ha concluso DeLauer: “Ci sono artisti coinvolti in Riabitare con l’arte che hanno già deciso di trasferirsi a vivere qui, o stanno meditando seriamente di farlo. Tutto ciò rappresenta un risultato straordinario, un successo di tutta la comunità che li ha ospitati e che ha partecipato ai loro progetti. In ogni caso, tornati a casa, si sono portati nel cuore questo angolo di Abruzzo”.

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