RIFLESSO SU RIFLESSO: AL BAR JU SPACC’ DI FONTECCHIO LA MOSTRA DI FRANCESCA RACANO


FONTECCHIO – Un’altra esposizione d’arte ospitata dal bar Ju Spacc’ di Fontecchio, in provincia dell’Aquila, aperta dal 15 gennaio fino al 15 febbraio, dove è possibile visitare la mostra Riflesso su Riflesso dell’artista Francesca Racano, che da giugno del 2022 è in residenza artistica presso la struttura Le Officine.

L’appuntamento per l’inaugurazione della mostra sarà alle ore 18 di domenica 15 gennaio, e prevede anche un intermezzo musicale “a sorpresa”.

Francesca Racano è un’artista abruzzese, diplomata in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo e Pittura presso l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, il suo percorso si sviluppa nel tempo seguendo due direzioni che spesso si intersecano: la sua personale ricerca artistica e le molteplici collaborazioni con enti, associazioni, collettivi e in particolare con la scuola pubblica. In questo periodo di residenza, ha deciso che la sua ricerca si doveva basare su Fontecchio, interagendo con i suoi abitanti, perciò ha intrapreso una serie di rapporti per coinvolgere le persone nel suo lavoro.

Francesca Racano definisce la sua “una ricerca intimista dei processi della materia. Con il disegno e tramite l’impiego diretto e dal vero di elementi primari naturali, studio i meccanismi dell’immaginario, del mito, sfociando talvolta nella scultura e nell’installazione multimediale”.

Questa è la prima concretizzazione del suo lavoro nel borgo e qui, con Riflesso su Riflesso, vuole soffermarsi con delle libere riproduzioni che restituiscono determinati tratti del paese. L’artista commenta spiegando che “si tratta di immagini della mente, ovvero la traccia che resta di una determinata figura che caratterizza il luogo e che resta nella memoria anche in caso di allontanamento da essa”.

Proprio attraverso l’ispirazione di tali immagini, l’artista esporrà 7 lavori site-specific utilizzando tecniche e metodi consolidati negli anni di attività, e che ogni volta ampliano la sfera di repertorio. Oltre all’antica tecnica dello spolvero, che l’artista sceglie di eseguire con la cenere in quanto “restituisce abbastanza fedelmente la sensazione di evanescenza propria di un determinato tipo di immagini”, ci saranno opere eseguite con l’incisione sullo specchio, che appunto permetterà di poter osservare due riflessi, sia quello dell’osservatore, ma anche quello dell’immagine restituita con l’incisione. La luce, che illuminerà le opere in maniere distinte, offrirà allo spettatore dei giochi che lo porteranno alla riflessione profonda sul significato della memoria, sui valori dei ricordi o sull’efficacia dell’errore.

L’esposizione sarà accompagnata da un testo critico a cura di Patryk Kalinski, uno dei collaboratori di Le Officine, pluralità di spazi laboratoriali in cui operano artisti, ospita e che uffici di ricerca, di segreteria e uno studio professionale di architettura.

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