“TEATROVAGANTE” A ROCCHETTA AL VOLTURNO, TERRA DI PASSAGGIO DI PELLEGRINI E VIANDANTI


ROCCHETTA AL VOLTURNO – Agosto 2021, ospite del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, il TeatroVagante ha viaggiato fino a giungere a Rocchetta al Volturno (Isernia) per scoprirne le sue meraviglie.

In questa tappa, il diario del viaggio teatrale si arricchisce con la presenza di Vincenzo Mercurio, attore e musicista, che ha attraversato con Sara e Valentina questa antica terra.

ROCCHETTA AL VOLTURNO, TERRA DI PASSAGGIO DI PELLEGRINI E VIANDANTI

Un letto di acqua profonda e riflessi tutti intorno ed ecco comparire Rocchetta al Volturno. Un paese di montagna che si stende lungo e pianeggiante con un fare che ricorda ogni tanto i paesi di mare. Luogo di passaggio, di scambio, di pellegrini. Luogo che non si lascia inquadrare. Non ha un centro raccolto, né un andamento uniforme ma di certo un suo stile.

Case che si nascondono e si svelano un poco alla volta, una dietro l’altra, una diversa dall’altra per colore e forma. Dietro, allo stesso livello, giardini e orti e poi finisci per aspettarti il mare e infatti ecco che compare il lago che due passi prima si lascia dimenticare.

Nascosto dentro le case di una via che scende al lago, c’è lo studio – laboratorio dello scultore Michele Peri. Degli spruzzi di vernice contro un muro ci indicano il luogo, tutto barattoli, quadri, porte smontate, pietre e altari. Un luogo intimo, una tana per l’anima che pare essa stessa un’opera d’arte. Michele è l’autore della copia dell’antica madonna lignea gelosamente custodita dagli abitanti. È lei che viene portata in processione fino alla chiesa dove originariamente si trovava per accogliere i pellegrini che arrivano da Montaquila, Castelnuovo e dagli altri paesini limitrofi il giorno della sua festa. Questo accadrà domenica mattina, il giorno della nostra partenza, e ci sembra da subito un grande peccato perderci il momento.

Vicino allo studio c’è casa di Mauro, il nostro cicerone, che quando torna da Roma ritrova il suo orto, la sua vigna e le sue dolci, anziane cugine, che abitano proprio accanto a lui . Le incontriamo sedute sull’uscio di casa e ci regalano quei pochi fichi abbastanza maturi da essere raccolti. Nel caldo della giornata quei fichi li beviamo con gratitudine. Con Mauro passiamo alle sorgenti del fiume Volturno dove, in uno strano contrasto, spicca la centrale dell’Enel. L’acqua è fresca e limpida e ci sono tavoli di legno, un fontanile e una struttura che stanno ristrutturando con due enormi vasche dove si tornerà presto ad allevare trote, come un tempo. Una volta qui i ragazzi facevano il bagno e pescavano dei gamberi autoctoni che ora non ci sono più. Il loro sapore però è rimasto impresso nel palato di Mauro che quando ne parla recupera immediatamente ricordi e aneddoti e si perde lontano.

Mentre siamo alla sorgente incontriamo un prete, sembra il prete di Rocchetta o meglio, il parroco del paese vicino prestato a Rocchetta che da poco ha perso il suo. Vogliamo capire cosa succederà il giorno del pellegrinaggio alla chiesa della Madonna delle Grotte. A che ora arriveranno i pellegrini? Quanti saranno? Quando si terrà la messa? Noi dovremmo fare la nostra passeggiata di saluto al paese il sabato sera ma come abbiamo sentito parlare di questo evento lo abbiamo cominciato ad immaginare come un momento speciale che ha stravolto il nostro immaginario scegliendo alla fine di unirci ai pellegrini e vivere assieme a loro l’esperienza.

Il prete non sa dirci molto perché non è la persona che cercavamo. È di passaggio anche lui, è lì per fare visita al parroco ufficiale che alla fine, in qualche modo, riusciamo a rintracciare ed è fatta. La domenica mattina saremo lì, ad aspettare i pellegrini al santuario, per accoglierli.

Finalmente è Domenica, mattina presto, ci prepariamo non sapendo bene cosa ci aspetta, pensiamo a due o tre modi per fare il nostro saluto. La chiesa della Madonna delle Grotte, solitaria tra rocce e alberi, se ne sta ancora chiusa. Siamo lì soli, pronti con gli strumenti, con il nostro racconto, ognuno ad un lato del crocevia e non parliamo più. Che sia questa l’immagine che ha visto Sergio Citti quando ha scelto di girare a Rocchetta al Volturno il film Magi Randagi?

Nel silenzio cominciamo a sentire le voci arrivare da ogni parte del bosco. Cantano, pregano, ridono, parlano. Sono uomini e donne, bambini e bambine, qualche cane abbaia. Le voci sembrano sempre più vicine e poi improvvisamente cambiano strada, si allontanano impastandosi con lo scricchiolio dei rami e il frusciare delle foglie: il bosco sembra che parli. Finalmente le voci ci raggiungono ed ecco compaiono i pellegrini, emergono uno alla volta dalla selva.

Ci salutiamo con lo sguardo, con leggeri ciao e niente più. Dopo tanta attesa, rimaniamo incantati dal loro arrivo e nessuno di noi fa niente, nessun oggetto viene preso dalla valigia, la chitarra rimane nella custodia. Siamo lì per lo stesso motivo, né più né meno, siamo anche noi viandanti e sento il cuore che mi dice “non ho più paura della strada”.

Siamo immersi nel rito, abbracciati da loro e dagli alberi intorno. Una grande emozione ci prende nell’essere testimoni di tanta devozione, non desideriamo più esibirci ma solo stare nel momento. Ci avviciniamo timidamente e ci raccontano una storia, la storia del paese di Montaquila e del suo amore per questa Madonna che ogni anno, di generazione in generazione, si rinnova. Si apre la chiesa e dentro, tra gli affreschi, una imponente raffigurazione di San Cristofaro, protettore di pellegrini e viaggiatori pronto a portarti sulle sue forti spalle quando la strada si fa troppo dura. Arriva la Madonna tanto attesa.

Gli sguardi sono solo per lei, canto e gesti ripetuti negli anni sicuri e indispensabili poi tutto si scioglie e ci si lascia tra poche e semplici parole. Così salutiamo il paese e chiudiamo il viaggio con una pace nuova che ci accompagna per la strada di bosco in salita che si lascia sotto il santuario.

TeatroVagante

Sostieni Virtù Quotidiane

Puoi sostenere l'informazione indipendente del nostro giornale donando un contributo libero.
Cliccando su "Donazione" sosterrai gli articoli, gli approfondimenti e le inchieste dei giornalisti e delle giornaliste di Virtù Quotidiane, aiutandoci a raccontare tutti i giorni il territorio e le persone che lo abitano.


Articolo soggetto a copyright, ogni riproduzione è vietata © 2021