TUTTO IL FASCINO E IL MISTERO DELL’ABRUZZO DEI RITI, NEI VIAGGI DI GOTICO ABRUZZESE

SULMONA – L’Abruzzo è quella regione dove a primavera si può sciare e nuotare nello stesso giorno, è la regione dei parchi, della montagna, del mare e dei borghi. Tutto vero, ma esiste un Abruzzo fuori dagli schemi della rappresentazione tradizionale, quella che negli ultimi anni sembra più presente sul web, sui giornali di settore e nelle agenzie turistiche.

È l’Abruzzo mistico, oscuro, a volte esoterico. Certamente misterioso. Un insieme di comunità, luoghi e riti più o meno conosciuti. Di questa parte sopita ma sempre presente, che sembra quasi rimanere nell’ombra, parla Gotico Abruzzese.

Si tratta di un progetto editoriale che intreccia approfondimenti e inchieste, fotografie e video, e li racchiude in un web magazine sorprendente.

Gotico Abruzzese – il nome si ispira a Gotico Padano, un documentario su Pupi Avati – è stato creato nel 2013 dal 31enne sulmonese Antonio Secondo, un giovane professionista della comunicazione, da sempre appassionato ai riti del folklore e religioni popolari. Nel 2013 c’era solo una pagina su Facebook – che oggi ha circa diecimila followers – ma poco dopo Antonio si è accorto che avrebbe dovuto condividere e conservare il suo materiale di ricerca anche al di fuori dei social network.

Così sul portale si trovano articoli, foto e video interessanti sul rito delle Glorie che ogni anno si ripete a Scanno (L’Aquila), così come sui più noti Serpari di Cocullo (L’Aquila), o sulle foto riemerse degli abruzzesi emigrati decenni fa in Venezuela: “Gotico Abruzzese è nato dal desiderio di raccontare la mia terra da un punto di vista diverso dalla consueta cartolina – afferma Antonio Secondo a Virtù Quotidiane – mi piace l’aspetto mistico e oscuro dell’Abruzzo, quello fatto dalle tradizioni popolari e dai racconti orali. Quello con i paesaggi estranianti, difficili e scoscesi”.

Come tanti abruzzesi della sua età, anche lui è andato via a vent’anni, tornando in Valle Peligna sei anni fa, con il desiderio di “fare pace” con il luogo che l’ha visto nascere e crescere, tentando di scoprirlo di più.

Il suo progetto sussurra agli abruzzesi, suggerendo loro quella parte d’Abruzzo che si sta lentamente perdendo, andando oltre l’aurea posticcia della messa in scena e della rievocazione storica. E invece cercando di instaurare un legame autentico, documentando le tradizioni, e quindi stimolando la memoria collettiva.

L’obiettivo non è salvare le tradizioni, perché l’andare del tempo è inesorabile e la storia delle comunità cambia, inevitabilmente. Lo scopo è documentare affinché non si perdano del tutto usi e costumi, perché non si riduca tutto a mero feticcio: “Trovo materiale nelle biblioteche, nelle fotografie, ma soprattutto nei viaggi, costruendo una rete di rapporti con persone che possono aiutarmi nella ricerca”, sostiene il sulmonese. La narrazione del suo Abruzzo, ci tiene a dirlo, è solo ispirata all’etnografia, ma lui non è un etnografo. Si ispira a una disciplina accademica ma non è certo un accademico. Anzi, uno degli obiettivi è proprio quello di rendersi più comprensibile ai più, come d’altronde dovrebbe essere l’essenza di ogni missione giornalistica.

Come le serpi di Cocullo, anche Gotico Abruzzese ha cambiato pelle più volte: nato con un linguaggio narrativo più “romantico”, oggi narra il territorio, a volte, con disillusione. E dal cuore della regione dei parchi si può arrivare a sconfinare anche all’estero: “Mi rendo sempre più conto che attraverso l’Abruzzo è possibile scoprire anche ciò che c’è in altre parti del mondo”.

Sul portale è evidente l’intreccio continuo, vitale, tra luoghi e persone. Urbex, ad esempio, è una rubrica dedicata alla memoria e al recupero di luoghi abbandonati. Raw art, invece, verte sul mondo artistico, uscendo forse fuori dal seminato, ma raccontando in egual modo l’autenticità di chi viene intervistato.

Gotico Abruzzese viene definito dal suo creatore un progetto “open source”, perché è aperto a continue collaborazioni. Come quella con Andrea Frenguelli, videomaker perugino ma originario di Scanno, con cui Secondo ha realizzato Uomini e fuochi, un documentario sul rito delle Glorie di San Martino, un antico rito agro-pastorale spettacolare, imperniato sul fuoco invernale: “Quello delle Glorie di Scanno è uno dei riti che più mi affascina – evidenzia Secondo, che del documentario ha curato il soggetto – l’abbiamo proposto agli scannesi ed è piaciuto, ha generato anche un dibattito, il tutto in una forma estetica onirica che era la nostra”.

Le collaborazioni di Gotico Abruzzese arrivano alla realizzazione di due graphic novel, La montagna nera e I poveri cristi, disegnate dall’illustratore Luca Di Battista, ma anche all’organizzazione di eventi – come le visite guidate dall’Archeoclub al cimitero monumentale di Sulmona – o alle t-shirt illustrate da Davide Mancini, in vendita direttamente sul portale.

Il progetto, insomma, riesce a colmare un gap nella trasmissione di conoscenza di certe pratiche e riti popolari al grande pubblico, attraverso contenuti e canali dove spesso non arriva l’accademia.

L’oscuro, il misterioso, il poco noto dell’Abruzzo spesso in via di spopolamento. Chissà che il fascino delle storie e dei riti del folklore raccontati da Gotico Abruzzese non contribuisca a un’inversione di tendenza. Noi lo speriamo.

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