A “L’ANGOLINO D’ABRUZZO” DI CARSOLI UN GIRO DEL MONDO A KM ZERO


CARSOLI – Una cena in cantina. Non per mangiare. Ma per alimentarsi. E fare una triplice esperienza. Di saperi. Di sapori. Di viaggio. Specie in un momento storico in cui abbiamo dovuto rallentare voli aerei, vacanze all’estero, trasferte, giri turistici ed in cui gli acquisti online, con la possibilità di reperire qualunque prodotto, in qualunque momento, l’hanno fatta da padroni.

L’idea è del ristorante L’Angolo d’Abruzzo di Carsoli (L’Aquila) e dei suoi 3 rappresentanti: Lanfranco, vera autorità della cucina abruzzese, Valentina, apprezzata sommelier, Valerio Centofanti, chef emergente 2010 di Identità golose Milano e vincitore del premio innovazione nella tecnica agli Award del pasticcere di Brescia, insieme al suo primo maestro Angelo Di Masso.

L’obiettivo è promuovere un percorso enogastronomico che ha la sua forza in un focus fondamentale: conoscenza e rispetto. Di cosa mangiamo, del mondo e della natura che lasciamo in eredità.

Il ristorante è solito offrire una cucina locale e sostenibile che celebra le eccellenze regionali, specialmente dell’agricoltura e della pastorizia, con incursioni hi-tech: come l’apparecchio ad ultrasuoni Waveco, capace di eseguire una frollatura meccanica, un “massaggio” delle carni, rendendole più morbide, sapide e profumate.

Il percorso proposto è l’incontro di 10 piatti, realizzati con ingredienti contadini, antichi, a km 0. Nella cucina de L’Angolo d’Abruzzo si possono trovare prodotti come gli orapi, ovvero gli spinaci selvatici che sanno di montagna e che crescono nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo sino ad oltre 2.000 metri di altitudine o lo zafferano dell’Aquila, prodotto esclusivamente in provincia dell’Aquila e in particolare nell’Altopiano di Navelli.

Le 10 portate saranno abbinate ad una degustazione di 5 vini, per un viaggio dei sensi che, dal bicchiere, trasporta in altri luoghi d’Abruzzo, per poi fare un giro della penisola, fino ad esplorare terre oltre i confini nazionali. Oppure si potranno accompagnare scegliendo una o più etichette fra le 2.000 presenti in cantina, disponibili con un sistema di mescita Coravin che estrae la quantità desiderata di vino senza ossidare quel che resta in bottiglia.

L’esperienza alla riscoperta di gusti e sentori ha l’obiettivo di risvegliare la voglia di conoscere davvero cosa si mangia. Per “una cultura alimentare – come commenta in una nota Lanfranco Centofanti – che prevede la stagionalità. Sarebbe importante se un personaggio con grande esposizione e seguito mondiale, puntasse l’attenzione sulla validità di avere un calendario gastronomico del cielo, mare e terra. Per capire quando, come e perché si trovano certi prodotti. Per lasciare ai nostri nipoti un mondo naturale, contadino, non solo frutto dell’industria alimentare”.

Nel menù di dicembre il grande protagonista sarà il tartufo bianco, di cui l’Abruzzo è uno dei più grandi produttori. Perché tutto è pensato in armonia con i tempi della terra, con ciò che di meglio la natura ha da offrire in quel momento.

“Ci piace definire il nostro lavoro con un concetto – conclude Valerio Centofanti – la continuità dei sapori: desideriamo portare avanti e tramandare tutto il nostro sapere alle generazioni future”.

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