GIÙ IL SIPARIO SUL QWINE EXPO 2021, 150 AZIENDE ITALIANE E TREMILA ETICHETTE IN CINA


PESCARA – È sceso il sipario della quarta edizione di QWine Expo, la fiera internazionale dedicata al vino italiano in programma a Qingtian, nella provincia dello Zhejiang, in Cina.

Il team di Wine Channel / 19Pindao, società operativa tra Italia e Cina, ha portato in fiera 150 cantine italiane, tra cui anche Sassicaia e Gaja. I vini in degustazione coprivano quasi tutte le regioni italiane, attraendo buyer e distributori provenienti da più di 20 province cinesi. Attraverso la straordinaria ricchezza enoica delle varie regioni, è stato possibile mostrare ai consumatori cinesi in modo più intuitivo la diversità degli stili di vino italiani e come entrare in contatto con i produttori per stabilire un contatto e iniziare un potenziale rapporto di business.

QWine Expo ha avuto quest’anno 8 padiglioni per un totale di 1.800 stand, con un’area espositiva totale di 90.000 metri quadrati. Hanno partecipato più di 600 aziende vinicole tra cantine e importatori, più di 100 importatori di caffè e aziende Lifestyle, oltre 500 imprese di prodotti d’importazione, per un totale di più di 70.000 prodotti da più di 70 Paesi e regioni, superando ogni record precedente. In questo scenario, il padiglione italiano è stato ancora una volta protagonista della fiera, con la presenza di 150 aziende e più di 3.000 etichette in degustazione, che hanno attratto buyer provenienti da p0iù di 20 province cinesi.

“Siamo felici dei risultati ottenuti in questa quarta edizione di QWine Expo – dice l’Ad della società, Valentina Tenaglia – il padiglione italiano si è presentato benissimo, con una rappresentanza nutrita di produzioni vinicole d’eccellenza provenienti da quasi tutte le regioni italiane. Da nomi bandiera come Sassicaia, Gaja, ai tantissimi vini figli dei territori di provenienza, che costituiscono la grande varietà vinicola italiana e che oggi sono molto richiesti in Cina ancor di più in seguito alla débâcle australiana. Ora è necessario continuare a lavorare per aiutare le aziende italiane ad accorciare le distanze culturali e burocratiche e favorire in naturale sviluppo del vino italiano nel mercato cinese”.

Franco Zhang, masterclass Vini d’Italia: “Hanno partecipato alla masterclass importatori, appassionati e professionisti del vino da altre zone della Cina. I vini presentati hanno un’ottima espressività, grande rapporto qualità-prezzo, e un loro forte carattere distintivo. Tra i partecipanti, ognuno aveva i suoi personali gusti in fatto di scelta del vino. Ad esempio, abbiamo presentato anche un Moscato, ma un moscato del sud, non del Piemonte, che è stato molto gradito da alcune consumatrici. Il vino italiano nel mercato cinese è in continua crescita negli ultimi anni, poiché il mercato cinese continua a maturare, lo sviluppo del vino italiano in Cina è inevitabile, questo è certo, siamo fiduciosi che continuerà a svilupparsi. Perché il vino italiano ha una forte personalità, è molto complesso e diversificato, cosa che non può essere sostituita da altri Paesi, è difficile trovare nel mondo vini del genere tranne che in Italia, sono insostituibili”.

Sabina Yang, Masterclass Montepulciano d’Abruzzo. “È la prima volta che partecipo al QWine di Qingtian, ma penso che l’organizzazione, l’allestimento e la qualità complessive della fiera siano un successo, principalmente in tre aspetti: per la varietà dei vini esposti e la disponibilità di prodotti completa e ricca; per le accattivanti attività promozionali come masterclass sulle regioni produttive, concorsi e aste, che hanno attirato grande attenzione e rafforzato la professionalità della mostra; per la qualità dei buyer in fiera: molti provenienti da tutte le province del Paese e molto determinati e preparati. Con la crescente popolarità del Montepulciano nel mercato cinese, penso che le sue peculiarità possano essere chiaramente definite come ‘un vino di alto rapporto qualità-prezzo che combina ricchezza, morbidezza e stile italiano’. Queste caratteristiche sono anche le più riconosciute dai consumatori cinesi, penso che unire queste caratteristiche per formare uno ‘slogan’ che possa essere ampiamente diffuso sia la chiave per favorire il rapido sviluppo delle varietà vinicole dell’Abruzzo e del Montepulciano nel mercato cinese”.

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