IL GELATO ARTIGIANALE DI MARCO CIAMPINI SECONDO L’ANTICA RICETTA DEL PADRE


ROMA – Marco Ciampini è titolare ed executive chef della Terrazza Ciampini, incastonata tra piazza di Spagna ed il Pincio in Piazza Trinità dei Monti e del bar di piazza Cola di Rienzo. Solo in questi due luoghi è possibile assaporare il suo gelato.

“Suo” perché del tartufo, ad esempio, conserva la ricetta originale tramandatagli direttamente da suo nonno, Giuseppe Ciampini, allora proprietario dello storico bar di piazza Navona, Tre Scalini.

All’apparenza il tartufo gelato di Marco, venduto anche da asporto in eleganti confezioni, si presenta come una palla di cioccolato con una ciliegia candita al suo interno e con pezzetti di cioccolato fondente. Quel cioccolato è Criollo Chuao, premiato a Firenze nel 2019 come migliore cioccolato italiano: vietata l’aggiunta di conservanti, coloranti, olii bifrazionati, scelta che rende il prodotto assolutamente naturale e impossibile da conservare a lungo.

Del resto è proprio questa caratteristica che attribuisce un posto di primo piano alla gelateria di Marco Ciampini nel panorama delle gelaterie artigianali italiane.

“Il nostro gelato è realizzato senza grassi idrogenati, né coloranti aggiunti, né conservanti, aromi biologici ed oli bifrazionati – spiega Ciampini in una nota – alcuni gusti del nostro gelato dipendono dalla stagionalità degli ingredienti. I gelati sono fatti con latte fresco e zucchero di alta qualità”.

Marco invita i suoi clienti a guardare gli ingredienti prima di ordinare un gelato, siano essi seduti nell’ampio dehors a Cola di Rienzo o presso le Terrazze, con vista su Trinità dei Monti. Lo fa perché è orgoglioso di raccontare che il gelato alla crema è fatto solo con latte di alta qualità, uovo e zucchero o che il gelato alla frutta viene fuori dalla giusta miscela di acqua o latte di alta qualità, aromi naturali, semilavorati e frutta di stagione acquistata come prima scelta presso i migliori mercati, anche a km 0.

“La parola d’ordine di questa gelateria è bando ai prodotti chimici o preparati che possano modificare i giusti sapori e i loro equilibri”, continua Ciampini, che ricorda un aneddoto al quale è molto legato della sua infanzia.

“Quando mio padre da giovane mi disse di andare a fare un corso sulla preparazione del gelato io non capivo perché visto che avevamo già una gelateria avviata. Glielo chiesi e lui mi rispose “perché così impari come non deve essere fatto il gelato”.

Presso la Terrazza di Trinità dei Monti il gelato viene servito in coppe ai clienti e per loro ci sono sempre sorprese speciali per gustarlo al meglio.

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